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Festival Biblico - VII Edizione MMXI - 20/29 maggio 2011
Vicenza - Bassano del Grappa - Schio - Valdagno - Montecchio Maggiore - Lonigo - Nove - Piazzola sul Brenta - Dueville

L'immagine istituzionale



L'immagine scelta per rappresentare il tema della settima edizione "Di generazione in generazione" è quella di una scultura lignea medioevale raffigurante S. Anna, la Madonna e Gesù, simbolo di tre generazioni.

Sant' Anna è la madre della Beata Vergine Maria.
Si festeggia il 26 luglio.

Siamo a Gerusalemme, I secolo a.C.
Anna e Gioacchino sono i genitori della Vergine Maria. Gioacchino è un pastore e abita a Gerusalemme, anziano sacerdote è sposato con Anna. I due non avevano figli ed erano una coppia avanti con gli anni. Un giorno mentre Gioacchino è al lavoro nei campi, gli appare un angelo, per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ha la stessa visione. Chiamano la loro bambina Maria, che vuol dire «amata da Dio». Gioacchino porta di nuovo al tempio i suoi doni: insieme con la bimba dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. Più tardi Maria è condotta al tempio per essere educata secondo la legge di Mosè. Sant'Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. È patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui i lavandai e le ricamatrici.
(fonte: Avvenire)

L’affermazione del culto in Occidente fu graduale e più tarda nel tempo, la sua immagine si trova già tra i mosaici dell’arco trionfale di S. Maria Maggiore (sec. V) e tra gli affreschi di S. Maria Antiqua (sec. VII); ma il suo culto cominciò verso il X secolo a Napoli e poi man mano estendendosi in altre località, fino a raggiungere la massima diffusione nel XV secolo, al punto che papa Gregorio XIII (1502-1585), decise nel 1584 di inserire la celebrazione di s. Anna nel Messale Romano, estendendola a tutta la Chiesa; ma il suo culto fu più intenso nei Paesi dell’Europa Settentrionale anche grazie al libro di Giovanni Trithemius "Tractatus de laudibus sanctissimae Annae” (Magonza, 1494)..Artisti di tutti i tempi hanno raffigurato Anna quasi sempre in gruppo, come Anna, Gioacchino e la piccola Maria oppure seduta su una alta sedia come un’antica matrona con Maria bambina accanto, o ancora nella posa ‘trinitaria’ cioè con la Madonna e con Gesù bambino, così da indicare le tre generazioni presenti.
Autore: Antonio Borrelli

La scultura si trova presso il Bonnefantenmuseum di Maastricht in Olanda, l'immagine ci è stata gentilmente concessa dallo sudio di restauro Stichting Restauratie Atelier Limburg (SRAL) di Maastricht, che ne detiene il copyright.
In una ambiziosa mostra antologica (2012), il Bonnefantenmuseum mette  sotto il microscopio l'opera dello scultore tardomedievale denominato "Maestro di Elsloo”.Cinquanta opere presenteranno l' anonimo scultore che teneva bottega a Roermond nel sedicesimo secolo.Il soprannome di "Maestro di Elsloo” data dal 1940 e si riferisce al villaggio vicino a Maastricht, nella cui chiesa di Sant Agostino è stato rinvenuto il suo più importante capolavoro, il terzetto di S. Anna (Vergine e Bambino con S. Anna). Dal momento in cui l'autore è stato univocamente identificato, l'opera si è accresciuta fino ad oltre 200 opere, disseminate in varie chiese d'Olanda, Belgio e Germania. E' anche possibile trovare "Opere di Elsloo” in alcuni musei, come il Louvre a Parigi, il Palazzo delle Belle Arti a Lille, il Victoria & Albert Museum a Londra, il Bode Museum a Berlino, la Liebighaus a Francoforte, il Catharijneconvent ad Utrecht, il Museo d'Arte di Cleveland e la Collezione Martin D'Arcy a Chicago.L'attribuzione di un così grande numero d'opere ad uno scultore ed alla sua bottega è stupefacente ed è, pertanto, quasi incomprensibile che, sinora, siano stati effettuati solo studi incompleti e parziali sul "Maestro di Elsloo”.
(tratto dal sito del Bonnefantenmuseum. Traduzione dall'inglese di Bruno Zaupa)
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