conferenze
Sabato 31 maggio 2008
ore 21:00 Palazzo delle Opere Sociali Piazza Duomo, 2 - VICENZA
L'incarnazione, dimora nomadica Dialogo a due voci sull'Incarnazione e umanità di Dio.
Relatori:
Elmar Salmann, monaco benedettino
Giuseppe Mazza, docente di teologia - Pontificia Università Gregoriana
L'incarnazione, dimora ed evento, è fuggevole icona di un irriducibile mistero. Dio viene al mondo: nel suo migrare in mezzo alle nostre case di fango, il Logos abita il processo della vita, lo accompagna domiciliandovi, lo visita smuovendolo verso nuovi orizzonti. L'intervento è a due voci ed intende prendere le mosse dall'ultimo saggio di G. Mazza (Incarnazione e umanità di Dio. Figure di un'eternità impura, San Paolo 2008) per offrire uno sguardo prospettico sulla paradossale polarità che riconosce nel timido confine della carne la dimora più stabile e, al contempo, il sentiero più audacemente aperto di un cammino esodale: la Parola dispone della propria beata eternità, facendone la verità impura di un continuo presente di grazia. Dio nella fragile casa del tempo: invaghito della carne, Colui che fece i cieli la inabita nelle epifanie del corpo, dello spazio, delle voci e delle parole frammentate dell'uomo; confondendo il proprio nome con i nomi della vita, il Logos accade con e per il mondo; il Nome che è al di sopra di ogni altro nome incorpora l'impurità disorganica del creato; la Verità si compie come inesauribile cammino di Vita. Da Borges a Deleuze, dalle dimore nomadiche dei popoli della terra alla casa di Nazareth, uno è il mistero che interpella e sconvolge: la dimora di Dio fra gli uomini, l'indolore esproprio dell'eterno nel tempo.