Domenica 21 Maggio 2017
Padova, h. 21:00

teatro

Chi sei tu?
Vangelo dell'asino paziente

Con Antonio Panzuto (interprete), Alessandro Tognon (regista)
Gesù non è un re, non un filosofo, né un mago, né un medico. Gesù non è un mistico, non è un sacerdote illuminato, e nemmeno un santo. Ma il movimento della sua parola è quello che pone di fronte un uomo a un altro uomo, senza pesarne le colpe né le virtù né le ricchezze. Egli usa parole povere che tutti possano afferrare e fare proprie: prendete, ascoltate, venite, partite, ricevete, andate. Ma quello che vuole, non lo vuole per sé; non dice "amatemi", dice: "amatevi". La sua parola appare vera solo in quanto disarmata. La sua potenza è di essere privo di potenza, fatto nudo, debole, povero.

La scena è un pezzo di deserto, un confine, una striscia fra ciò che appartiene al cielo e ciò che appartiene alla terra. La storia è raccontata da un asino, il suo asino che a ritroso ricorda la vita accanto a lui. È qui che avviene la rivelazione, l'interazione fra due esseri che vivono vicini, e viaggiano per le terre di Galilea lungo i margini di un mondo , lontani dal centro, abitando una periferia di qualche sud del mondo, in una terra che non vuole essere terra di nessuno. "…essere nel mondo senza appartenere al mondo" , come dice Giovanni, nel suo Vangelo.

L'uomo e l'asino camminano: due marionette, costruite assemblando legni poveri e stoffe, ferraccio e fili di lana. Vanno qui e poi là. E camminano. Senza sosta. Si direbbe che il riposo gli è vietato. Se ne vanno a capo scoperto. La morte, il vento, l'ingiuria: ricevono tutto in faccia, senza mai rallentare il passo. Ciò che li tormenta è nulla rispetto a ciò che sperano. Gesù e il suo asino trascorrono la propria vita su circa sessanta chilometri di lunghezza, trenta di larghezza e le due marionette si muovono in sei metri per tre di iuta.

Ci sono molte insidie, fatiche, tentazioni. Ma non sono soli, ci sono degli angeli, che anche l'asino sa vedere.
Quando la strada si fa faticosa, è necessario capire cosa portare via e cosa lasciare. E come ci sono le false soste, così bisogna saper vigilare sui falsi arrivi.
La voce dell'asino racconta questo cammino e la bellezza di parole che salveranno il mondo, dette da quell'uomo amico, nero e vestito di bianco.

Ingresso a offerta libera.
Teatro dell'Istituto vescovile Gregorio Barbarigo - Via del Seminario, 5
Con la collaborazione di:
Teatro Stabile del Veneto, patrocinio del Comune di Laurito (Salerno)
Codice evento: PD-18
Scheda artistica