A Tezze, un confronto biblico

A Tezze, un confronto biblico

Una ppassionante dibattito di sulla Chiesa moderna e sulla sua capacità di entrare in contatto con il contesto storico attuale. Si è consumato un confronto ad alto livello il 25 aprile scorso al Palatezze di Tezze di Arzignano dove, grazie all’ospitalità dellaComunità Abramo, si è svolta la 2° Anteprima del Festival Biblico . Protagonisti due figure di primo piano del mondo laico e cattolico italiano come il cardinale Camillo Ruini e lo storico e giornalista ErnestoGalli della Loggia . Moderati dal giornalista di Avvenire Alessandro Zaccuri il presule, che ha portato nella discussione la sua visione cattolica, e il giornalista, rappresentante invece del pensiero laico, hanno dato vita ad un confronto sul tema portante della IX edizione del Festival”fede e libertà secondo le Scritture “.
Il dibattito, che ha preso l’avvio da una riflessione sul rapporto traChiesa e Stato, nella libertà reciproca di interagire, si è poi sviluppato sul concetto di libertà individuale. “Per incontrareDio bastano la fede e la conversione ,” ha esordito subito il card. Ruini. “Entrambe sono una scelta libera dell’uomo perchè egli può rispondere liberamente al dono di Dio che è la salvezza “. Altrettanto chiara la risposta dell’editorialista del Corriere della Sera che non ha risparmiato critiche e provocazioni: “la Fede non può che presupporre la libertà di scelta dell’uomo, però questa libertà è sostanzialmente il libero arbitrio. Ma la libertà è molto altro e contempla anche il far del male. Per cui bisogna intenderci sul concetto di libertà. La Chiesa accetta che si possa essere liberi di non osservare la Verità? E’ qui che, secondo me, le strade si dividono.. .”.
La conversazione stimolata da Zaccuri, si è infine anche spostata su tematiche decisamente attuali che interrogano la Chiesa e i credenti,come la recente approvazione dei matrimoni tra omosessuali inFrancia. Non si è sottratto al confronto il card. Ruini che, riguardo proprio a questo argomento, si è espresso in questo modo: “il tema dei matrimoni gay è un esempio tipico di radicale equivoco sulla libertà dell’uomo. Non è la Chiesa che vieta qualcosa, ma è la tradizione dei popoli che non ha mai contemplato un matrimonio tra persone dello stesso sesso. La questione ha una matrice biologica. La struttura sessuale non è determinata solo dai genitali, ma da tutta lapersona. Uomo e donna sono due identità diverse, non uno su un gradino superiore e uno su uno inferiore, ma diversi. Questo è unpunto che viene dimenticato. Qui è la libertà che cozza con l’uomo stesso. Sull’argomento vige comunque la legge della democrazia, come in tutte le cose. Se un Paese accetta il matrimonio tra persone dello stesso sesso, lo faccia pure. La Chiesa non scenderà in piazza a fare la rivoluzione per questo, ma è giusto che la Chiesa, come tutti, possa esprimere la sua non accettazione. Tutti sono liberi di proporre, in privato e anche nella sfera pubblica, delle opinioni e di cercare consensi “.
E così, nell’analisi delle diverse libertà, anche quelle di cui è più difficile parlare, il dibattito si è concluso con una stretta di mano, così come era cominciato, dietro le quinte del Palatezze, dove abbiamo incontrato una altro ospite illustre, protagonista dell’evento precedente all’anteprima del Festival Biblico, Mons. Giuseppe Zenti, vescovo di Verona.

Nella sezione MULTIMEDIA, tutte le immagini del confronto e le interviste!



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