A tutti voi un Buon Natale da… Custodire!

A tutti voi un Buon Natale da… Custodire!

Nell’imminenza delle feste, in casa c’è un po’ di soqquadro; dal ripostiglio viene ripescato lo scatolone, che custodisce tutto quanto fa Natale: le statuine del presepe, la capanna con del vecchio muschio, le luci ad intermittenza, rami d’abete spruzzati di neve, gli addobbi da mettere alle porte e finestre … Nonostante tutto, rimane ancora una magia per i piccoli, mentre nei grandi prevale la nostalgia. Ma aprire quel contenitore è solamente riandare al tempo perduto o si tratta piuttosto di dire simbolicamente quanto sia preziosa l’attitudine del custodire? Infatti sentiamo che, nei semplici gesti di addobbare la casa per Natale, custodiamo una tradizione rendendola viva. La custodia pertanto non è ciò che imbalsama un passato ormai morto, è piuttosto l’atteggiamento di chi responsabilmente accoglie un dono e impedisce che venga dissipato. “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Luca 2,19). E’ questo il modo di fare Natale della Madre di Gesù; una modalità così significativa che l’evangelista Luca la ripete alla fine dei racconti dell’infanzia: “Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore” (Luca 2,51). Chiedete ad una donna, che sta custodendo la vita che le lievita in grembo, se è ripiegata sul passato o se si sta proiettando con fiducia e speranza verso il futuro; non c’è dubbio in che direzione vada la risposta. Proprio il contrario di quanto spesso si pensa, immaginando la figura del custode: fermo al suo posto, garante che niente venga toccato, senza iniziativa alcuna. Se si tratta di cose religiose ancora di più sembra che, custodire il passato o al massimo rimpiangerlo, sia il modo con il quale rapportarsi a ciò che ci è stato consegnato nel tempo.Noi del Festival biblico vorremmo invece augurarvi di custodire il sapore autentico del Natale non all’indietro, come si fa quando si va a salutare il vecchio nonno, con tanti ricordi nel cuore ma poca vita davanti; se non altro perché a Natale si accoglie un Bambino. Nella Bibbia si parla spesso del custodire, a partire dalla creazione affidata alla responsabilità degli esseri umani fino all’annuncio del vangelo, di cui le amiche e gli amici di Gesù sono i primi custodi incaricati di narrarlo con una testimonianza viva. La custodia è appello ad un’accoglienza libera e responsabile, chiede di mettersi in relazione nell’atteggiamento di chi non si sente padrone di ciò che gli è stato donato, attiva le migliori energie al fine di permettere un’esperienza vitale di quanto custodito.Il Festival, in questi anni, ha cercato di farlo proprio in riferimento alle Scritture.Pertanto, amiche e amici, custodite il Natale di quest’anno nel suo significato più bello e vivo: una nascita che irrompe, una luce che si accende, una speranza che domanda di essere nutrita, coltivata, condivisa. Allora sarà per tutti un buon Natale.



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