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Francesca Zanardo

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«e vidi un nuovo cielo e una nuova terra» (Ap 21,1)

 

Festival Biblico 18ª edizione

dal 5 al 29 maggio 2022

a Vicenza, Verona, Padova, Rovigo, Vittorio Veneto, Treviso

 

Comunicato stampa

 

Vicenza, 21 aprile 2022Dal 5 al 29 maggio 2022 il Festival Biblico – promosso da Diocesi di Vicenza e Società San Paolo – tornerà dal vivo con un programma di oltre 150 eventi che quest’anno coinvolgeranno le città e le diocesi di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo, Vittorio Veneto, Treviso – e Alba nella formula del fuori festival – e 21 città nelle province delle prime quattro.

 

Il Festival, il cui obiettivo è fin dalla nascita quello di provare ad approfondire alcune questioni che segnano il nostro tempo anche attraverso la parola delle Sacre Scritture, ha scelto come criterio tematico per la sua 18ª edizione l’Apocalisse di Giovanni: il libro con cui si chiude la Bibbia, un testo di profezia e di rivelazione, che pensiamo offra delle chiavi interpretative per decifrare questo presente ambivalente, con coraggio, senso di responsabilità e con uno sguardo di speranza, come recita il titolo scelto per l’edizione «e vidi un nuovo cielo e una nuova terra» (Ap 21,1).

 

Accosteremo, quindi, il testo dell’Apocalisse sia per indagarne alcuni degli aspetti più salienti, sia per approfondire alcune questioni che marcano il periodo storico che stiamo vivendo e che questo libro ispira, e lo faremo attraverso quattro prospettive principali che guideranno la nostra riflessione: biblico-esegetica, con gli appuntamenti di approfondimento sul testo di Apocalisse, antropologica-filosofica, per riflettere sul senso e le dimensioni del tempo, geopolitica, che si concentra sull’oggi e sull’invito di Apocalisse a leggere e vivere ogni tempo presente, linguistica e del pensiero critico, entrambe strettamente connesse a concetti chiave del nostro vivere, come libertà, scelta, coerenza e responsabilità.

 

Il Festival, poi, desidera ringraziare tutte le realtà – enti, istituzioni e aziende – che contribuiscono, a vario titolo, alla sua realizzazione e, in particolare, Regione Veneto, 8×1000 Chiesa Valdese, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, 8×1000 Chiesa Cattolica, Vittoria Assicurazioni, AGSM AIM, Fondazione Banca Popolare di Verona, Fondazione Banca Popolare di Marostica – Volksbank, Confindustria Vicenza, Comune di Vicenza.

 

Vicenza, 26-29 maggio
Bassano del Grappa, Caldogno, Cassola, Crespadoro, Lonigo, Marostica, Monteviale, Rosà, San Pietro in Gu (PD), Sovizzo, Tezze sul Brenta, Trissino, 5-9 maggio

 

A Vicenza gli eventi del Festival Biblico saranno ospitati anche quest’anno nel Brolo del Palazzo Vescovile – una piccola oasi di pace e tranquillità nel cuore del centro storico della città – mentre, nella vicina piazza Duomo, tornerà dopo due anni di pausa lo spazio del dAbar, il café culturale del Festival Biblico, con la sua consueta proposta che unisce cultura e territorio.

 

«Abbiamo voluto, in questa edizione più che in altre, creare un clima di mondialità: il Biblico che ospita il mondo, con le tensioni e le complessità che lo caratterizzano. Per questo, tra i vari ospiti, molte saranno le voci europee ed extraeuropee. Ci è parso opportuno ribadire che i confini nazionali non sono sufficienti per capire il tempo che stiamo vivendo.» così dice Roberta Rocelli, direttrice generale del progetto Festival Biblico, presentando la linea editoriale che ha animato la costruzione della proposta culturale. 

 

Il programma aprirà giovedì 26 con il primo degli incontri biblici giorno e notte che vedranno quest’anno alla conduzione Gabriella Caramore, voce e volto amatissimi dal pubblico del Festival, saggista e autrice radiofonica nonché ex conduttrice della trasmissione radiofonica Uomini e profeti. Il ciclo, composto da 5 incontri in tutto nell’arco dei giorni di Festival, proporrà una serie di approfondimenti su alcuni dei concetti e degli elementi più significativi del testo di Apocalisse – la profezia, l’Agnello, la Città celeste, il ruolo della tribolazione, le figure di donne – e vedrà ospiti i biblisti don Claudio Doglio, don Luca Pedrolli e Silvia Zanconato, la pastora valdese Ilenya Goss e, infine, Marinella Perroni, biblista e fondatrice del Coordinamento teologhe italiane, insieme al teologo Andrea Grillo, per uno speciale appuntamento dedicato a Chiesa e Sinodo alla luce della teologia giovannea.

 

Anche quest’anno tornerà il format Geografia delle fedi, realizzato in collaborazione con la rivista Jesus e inaugurato lo scorso anno con la volontà di creare uno spazio di dialogo e confronto di respiro internazionale in cui indagare la questione della fede e delle fedi nel mondo con un approccio che lega le Sacre Scritture, la storia, l’antropologia, il contesto e i suoi dati, le testimonianze. Tre gli incontri in programma: Centrafrica. L’impegno per la pace (venerdì 27) con il cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, e don Dante Carraro di Medici con l’Africa Cuamm, moderati dalla giornalista Anna Pozzi; Ucraina/Russia. Da dove tutto è cominciato (sabato 28) con l’analista politico Dario Fabbri e Simona Merlo, docente di Storia contemporanea, moderati da Giovanni Ferrò giornalista di Jesus; Colombia. Politica e Chiesa: riconciliazione e diritti umani in un paese lacerato (domenica 29) con Jairo Agudelo Taborda, docente Relazioni internazionali all’Università del Norte a Barranquilla in Colombia, e il padre missionario della Consolata Angelo Casadei (presente in collegamento), moderati dal giornalista Mauro Castagnaro.

 

Lo spazio delle Meditazioni, sarà, invece, quest’anno alle 9 del mattino di sabato 28 e domenica 29, rispettivamente con l’abate della Comunità monastica di San Miniato al Monte padre Bernardo Francesco Maria Gianni sul concetto di fedeltà e sul senso che esso può avere oggi in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, e con la scrittrice e storica Benedetta Tobagi sulla figura della “Bestia” e sul ruolo della speranza.

 

Ampio spazio sarà poi, come di consueto, dedicato ai Dialoghi in cui si confronteranno voci e prospettive, laiche e religiose. Due quelli in programma nel primo giorno di Festival: Il bene nel male, il male nel bene. Il dualismo dell’umanità con il teologo Aristide Fumagalli e Matteo Meschiari, antropologo, geografo e scrittore, che partiranno dal concetto di “antropologia del dono” come possibile risposta a questi tempi incerti, di crisi storica e ambientale; Disuguaglianze. Quel divario tra ricchi e poveri (A. Langer) con la sociologa Nunzia De Capite di Caritas Italia e Patrizia Luongo, economista del Forum Disuguaglianze Diversità, per cercare di capire come adoperarci per una resistenza minima alle iniquità, uscendo da stereotipi e luoghi comuni. Entrambi gli incontri saranno moderati dal giornalista di Famiglia Cristiana Paolo Perazzolo

 

Venerdì 27 saranno, invece, Dario Fabbri – ospite il giorno prima di Geografia delle fedi – e Guido Dotti, monaco della Comunità di Bose, moderati dalla giornalista Rai Marina Lalovic a parlare di Scenari. C’è posto per la pace?.

 

Lo spazio dei Dialoghi ritornerà poi sabato 28 maggio: primo appuntamento al mattino alle 7:30 al Museo Diocesano di Vicenza con Esegesi e arte. Ap 7,9-17: primo squarcio di speranza, tra la moltitudine immensa dei salvati con il direttore del Museo don Francesco Gasparini e il biblista Alberto Vela. Saranno tre, invece, gli appuntamenti nel pomeriggio. La forza della mitezza. E del perché sia una direzione opportuna con il filosofo catalano Josep Maria Esquirol (in collegamento) e padre Bernardo Francesco Maria Gianni, moderati da Armando Buonaiuto, un viaggio tra mistero, speranza, mitezza; Simbolismo e linguaggio. Dalla scrittura nel libro di Apocalisse alla funzione del linguaggio con la filosofa Francesca Rigotti e mons. Gianantonio Borgonovo, docente di Teologia ed Esegesi del primo Testamento, moderati da Marcello Ghilardi, che proporranno un affondo sul linguaggio di Apocalisse per provare a capire da dove arrivano simbolo e simbolismo e come, ancora oggi, il linguaggio simbolico possa aprirci strade inedite di comprensione e lettura della realtà; Cosa ha da dirci il tempo? un confronto inedito sul concetto di tempo che vedrà insieme lo scrittore bulgaro Georgi Gospodinov, Premio Strega Europa 2021 (in collegamento) e il teologo Kurt Appel, professore di Teologia fondamentale e Filosofia della religione all’Università di Vienna.

 

Domenica 29, ultimo giorno di Festival, la giornata si aprirà nuovamente alle 7:30 con Esegesi e arte – che in questo secondo appuntamento muoverà da Ap 21,1-22,5: secondo squarcio di speranza, creati per una città piena di vita, la Gerusalemme nuova per poi proseguire nel pomeriggio con un appuntamento a cura di Istituto Superiore di Scienze “Mons. A. Onisto” e Istituto Diocesano di Musica Sacra e Liturgica “Ernesto Dalla Libera”, dal titolo Cieli riaperti? Tempi di distruzione, strade per ricostruire e introdotto da Leopoldo Sandonà, e, a seguire, Gianluca Potestà, professore ordinario di Storia del cristianesimo all’Università Cattolica di Milano, che nell’incontro L’Anticristo. Dalla bestia apocalittica all’affresco di Luca Signorelli partirà dal celebre affresco nel Duomo di Orvieto per ripercorrere storia e forme di questo misterioso personaggio nel corso dei secoli.

 

Nell’area del dAbar, il café culturale che quest’anno verrà allestito nell’area di piazza Duomo, troveranno come di consueto spazio musica e incontri, uniti a una selezione di proposte di eccellenza dell’enogastronomia del territorio.

Due gli eventi speciali ospitati quest’anno al café: la sera di sabato 28 maggio Rievocare e raccontare le proprie storie, un incontro con Matteo Caccia realizzato in collaborazione con la Pastorale Giovanile della Diocesi di Vicenza, che sarà la tappa conclusiva di un workshop in cui il celebre autore e conduttore coinvolgerà alcuni giovani della città per imparare a identificare, selezionare e poi raccontare davanti al pubblico una storia della propria vita che abbiamo vissuto ma non abbiamo mai davvero raccontato: una serata in cui queste storie raccolte e allenate verranno raccontate in prima persona davanti ad un pubblico. Nel pomeriggio di domenica 29 maggio, arriverà, invece, a Vicenza Circo Patuf con Bu. si può domare la bestia?, uno spettacolo circense, cui seguirà un  laboratorio, con il Circo per i bambini e con la biblista Silvia Zanconato per i genitori. L’evento è realizzato in collaborazione con FISM Vicenza. 

 

Per quello che riguarda la musica, infine, saranno quest’anno ospiti del dAbar: la marching band Banda Storta, con un concerto itinerante di apertura del café culturale che accompagnerà il pubblico da piazza Castello fino a piazza Duomo, Andrea Chimenti – ex cantante dei Moda – che presenterà il suo ultimo disco Il Deserto La Notte Il Mare (venerdì 27); Boz trio che ci condurrà in un viaggio musicale a est dei Balcani, Elli de Mon, one woman band con un blues nuovo, fatto di slide selvaggi e contaminato da influenze punk, oltre che dalla musica indiana (sabato 28); Singin’ Wood con Raiz, musiche dal Messico e dal Sud America, canzoni di amore e ribellione (domenica 29).

 

E domenica 29 maggio sarà sempre la musica a chiudere il programma di Vicenza – questa volta però nel Chiostro del Palazzo Vescovile – con Incantate di Fabio Cinti alla voce e Arturo Stàlteri al pianoforte: un concerto che proporrà una selezione di brani originali composti da Franco Battiato e Giusto Pio per voce femminile e di brani dai due lavori precedenti degli artisti, e sarà arricchito da racconti e aneddoti che restituiranno in maniera singolare il loro rapporto con il grande artista siciliano per raccontare una parte della sua esistenza.

 

In provincia di Vicenza e nel territorio della Diocesi, il Festival farà tappa nel fine settimana che va dal 5 al 9 maggio in 12 città con un calendario di 30 eventi tra dialoghi, passeggiate, meditazioni, spettacoli e incontri biblici. Tra gli ospiti: la pastora valdese Ilenya Goss, la scrittrice Cristina Bellemo, il filosofo Paolo Vidali, il biblista don Franco Manzi, don Luigi Verdi (fondatore e responsabile Fraternità di Romena), lo scrittore di origine afghana Gholam Najafi, il giornalista Emanuele Giordana, la teologa sorella Alessandra Buccolieri, don Paolo Scquizzato formatore spirituale, il giornalista padre Enzo Fortunato, il cantautore Giovanni Caccamo e il vicerettore del Seminario Vescovile di Vicenza don Massimo Frigo.

Tra gli eventi: Sette lettere per sette chiese, una lettura spirituale e comunitaria di Apocalisse che coinvolgerà in contemporanea, nella serata di giovedì 5, sette differenti chiese tra Bassano, Cassola, Rosà, Tezze sul Brenta, con altrettanti ospiti;  La fine? un walkabout su “La strada” di Cormac McCarthy con Enrico Zarpellon (autore, narratore), che intreccerà narrazione, musica e lettura (Caldogno 5 maggio, Cassola 6 maggio, Lonigo 7 maggio); l’itinerario-meditazione a Crespadoro con don Davide Zanoni (presbitero diocesano), Edoardo Billato (attore) e il gruppo astrofili dell’Osservatorio MarSec di Marana di Crespadoro (7 maggio); «Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà» (Ap 21,5) uno spettacolo di e con Gruppo Teatro dell’Aleph (Sovizzo 7 maggio); Utopia: dare luogo alla speranza con la Compagnia teatrale Fratelli Dalla Via, Gigliola Tuggia (animatrice biblica) e Giorgia Caleari (capo AGESCI in servizio) (Monteviale 8 maggio); Europa-Africa: tra apocalisse e cieli nuovi con Paolo Rumiz (giornalista, scrittore) e don Dante Carraro (direttore Medici con l’Africa Cuamm).

 

Verona, 20-22 maggio
Cavaion Veronese, Soave, 30 aprile-7 maggio

 

Verona città apre l’edizione 2022 del Festival Biblico con due ospiti d’eccezione per un tema singolare e di grande attualità: l’astronauta Umberto Guidoni, primo europeo a mettere piede nella Stazione Spaziale Internazionale e Marcello Spagnulo, ingegnere aerospaziale e collaboratore scientifico della rivista Limes, esperto di geopolitica dell’esplorazione spaziale, dialogano insieme mercoledì 18 maggio al Teatro Ristori sul tema delle guerre cosmiche tra presente, passato e futuro.  

 

Gli incontri di venerdì 20 e sabato 21 maggio saranno ospitati all’interno del vasto parco dell’Educandato Statale Agli Angeli, un polmone verde di grande fascino nel cuore della città che normalmente è riservato solo agli studenti. Sul podio dell’arena all’aperto si alterneranno diversi ospiti per declinare il tema dell’Apocalisse con sguardi personali e inediti. Un affondo nella letteratura attraverso il romanzo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury sarà affidato a don Paolo Alliata, sacerdote milanese che tramite predicazione e scritti propone intrecci tra Bibbia e letteratura non religiosa, e Simona Marchesini, archeologa e linguista. Lo scrittore Eraldo Affinati accompagnerà in una meditazione nel sogno della Gerusalemme celeste promessa nell’Apocalisse. Venerdì sera 20 maggio, la teologa spagnola Lourdes García Ureña, esperta di Apocalisse, aprirà i sigilli del Libro della Rivelazione mettendone in luce il messaggio più autentico, un invito per l’uomo ad essere felice. La sera di sabato 21 maggio sarà dedicata al cinema all’aperto, dove per la prima volta sul grande schermo sarà proiettato il film “S. Giovanni – l’Apocalisse”, di Raffaele Mertes, realizzato per la TV nel 2002, che ricostruisce il contesto storico in cui Giovanni operava e trasmetteva il suo messaggio alle sette comunità cristiane d’Oriente.

 

Due le proposte di valorizzazione di arte, natura e cultura: sabato 21 maggio la visita alla mostra Il mio inferno. Dante Profeta di Speranza sarà occasione per scoprire quanto l’Apocalisse di San Giovanni abbia influenzato il viaggio di Dante Alighieri all’inferno. Domenica 22 maggio, invece, il Festival si sposterà a Rivoli Veronese, in particolare presso la località di Gaium, per un itinerario a piedi accompagnati da don Martino Signoretto che offrirà spunti biblici, Daniela Zanetti per la parte storica e Letizia Filippini per quella ambientale, per una scoperta integrata del territorio che ospita una delle più affascinanti chiesette medievali dedicate a Michele, l’Arcangelo dell’Apocalisse.

 

Il Festival Biblico in provincia di Verona avrà luogo a Cavaion Veronese, che ormai ha fatto del festival uno dei suoi tradizionali eventi primaverili, e a Soave, incantevole borgo murato dell’est veronese alla sua prima partecipazione. 

L’antica Chiesa dei Domenicani tra le mura del Castello di Soave ospiterà il festival nelle due serate di mercoledì 4 e giovedì 5 maggio, dove don Antonio Scattolini offrirà à una lettura artistica dell’Apocalisse attraverso i mosaici di Santa Prassede di Roma, mentre don Andrea Albertin entrerà nel tema del Festival attraverso una lettura biblica dei testi apocalittici. Inoltre, sempre presso la Chiesa dei Domenicani, l’associazione Soave in Arte, all’interno della collettiva d’arte, esporrà a partire da sabato 30 aprile una selezione di opere dedicate al tema del festival Pennellate di speranza nel quadro del presente.

Venerdì 6 maggio presso la Sala Civica di Sega di Cavaion si svolgerà una cena che unisce pietanze mediorientali e vini locali, introdotti da don Martino Signoretto e dal sommelier Simone Penna, per comprendere la forza del messaggio evangelico, che affida a una cena e in particolare al pane e al vino, il senso della vita di Gesù, il Risorto. Sabato 7 maggio, insieme all’attivista per i diritti umani italo-congolese John Mpaliza e alla animatrice del CTG El Preon Daniela Zanetti, verrà proposto un itinerario a piedi attraverso lo sguardo della pace e della giustizia sociale, con partenza alla chiesa parrocchiale di San Nicolò di Ceraino, alla scoperta del territorio con la sua meravigliosa Villa del Bene che custodisce una sala affrescata con temi apocalittici. 

 

Padova, 27-29 maggio
Candiana, Fiesso d’Artico (VE), Monselice, Piove di Sacco, 5-9 maggio

 

La sede di Padova del Festival Biblico ha scelto di leggere l’Apocalisse di Giovanni – filone tematico dell’edizione 2022 del Festival – attraverso linguaggi che permettessero di parlare di questo libro affascinante senza essere – come raccomandava Giovanni XXIII – “profeti di sventura”, ma evidenziandone, invece, gli spunti di riflessione interessanti per l’uomo e la donna contemporanei, così come la luce di speranza che innerva questo testo. Così, il dialogo tra la Comunità di Sant’Egidio e l’Associazione Popoli Insieme che in Padova, in modi diversi, si occupano di progetti umanitari e di accoglienza di migranti e rifugiati ridisegnerà il migrante come profeta di speranza (sabato 28 maggio). Il programma di quest’anno ribadirà, inoltre, la centralità della Scrittura che diventerà veramente ri-velazione e in questo ci aiuterà Giuseppe Casarin (domenica 29 maggio) esperto di letteratura Giovannea che ci farà entrare nel testo e nel suo contesto. Sempre dal versante biblico Antonietta Potente (venerdì 27 maggio), teologa e scrittrice, con la sua spiritualità ancorata al presente ci introdurrà nella complessità tra giorno e notte, tra amaro e miele, tra bene e male. Ci saranno, inoltre, delle Meditazioni mattutine che accompagneranno il pubblico per le piazze della città, “aprendo le porte” dei luoghi più importanti: università, banche, mercato, chiese, comune. Il poeta e filosofo Alessandro Pertosa (sabato 28 maggio) ci porterà a “due passi dall’Abisso” tornando a come ciascuno prefigura la sua apocalisse; infine il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, nella cornice del Battistero di Giusto de Menabuoi farà risuonare due versetti di Apocalisse (Ap.7,16-17) che sottolineano la promessa del Signore della consolazione per chi soffre (domenica 29 maggio).

La storica del cristianesimo Adriana Valerio dell’Università di Napoli, in dialogo con altri storici, ci presenterà in anteprima il X° volume della collana internazionale in 12 volumi della “Bibbia e le donne” dal titolo “Profezia” (sabato 28 maggio). Il professore emerito Umberto Curi e con la collaborazione di studiose dell’associazione Bibbia Aperta, rileggeremo, invece, con il linguaggio cinematografico, il tema dell’Apocalisse a partire dal racconto iconografico che il Battistero di Padova ci offre, con il ciclo del trecentesco Giusto de Menabuoi che rientra a pieno titolo nel circuito dell’Urbs Picta, patrimonio dell’Unesco (sabato 28 maggio). Sempre all’interno della cornice del Battistero un gruppo di giovani ipovedenti della pastorale giovanile senza barriere offrirà la possibilità di un percorso sensoriale alla luce della loro esperienza (venerdì 27 maggio). 

La Facoltà Teologica offrirà, poi, una lettura dell’universo di linguaggi che il Libro di Giovanni ci presenta con l’intenzione di “suscitare atteggiamenti vitali per abitare la storia ed aiutarci ad arrivare non “alla fine del mondo”, ma “alla fine di un mondo” (venerdì 27 maggio).

Non mancherà un evento teatrale, a cura del Teatrocarceri, dal titolo Da Babele alla Gerusalemme Celeste (domenica 29 maggio) che si svolgerà all’Opsa, una grande struttura residenziale di ospitalità diocesana di disabili, sacerdoti anziani e malati, che dialogherà con gli attori-detenuti in scena per questo spettacolo. La musica accompagnerà gran parte degli eventi come linguaggio di sottofondo in alcuni casi, come lingua madre in altri.

 

In provincia di Padova il festival farà tappa quest’anno a Candiana, con l’esperienza di dialogo ecumenico in tempi di guerra letta con gli occhi di un vescovo croato, a Fiesso d’Artico con la lettura liturgica di Apocalisse con Roberto Tagliaferri; a Piove di Sacco dove ci si interrogherà sui rapporti dell’Apocalisse di Giovanni e la Laudato Si’ di Francesco; a Monselice dove si lavorerà con i giovani: in colloquio con gli adolescenti sulla costruzione di un futuro, in dialogo con una scrittrice sulla possibilità di rinascita e comprensione di sé, per introdurre gli adolescenti nel mondo simbolico dell’Apocalisse con l’aiuto di biblisti e cantautori.

 

Rovigo, 13-15 maggio
Adria, Badia Polesine, Occhiobello, 5-9 maggio

 

Il percorso di preparazione del Festival Biblico 2022 nella sede di Rovigo ha preso avvio nel mese di gennaio con due incontri formativi sul libro dell’Apocalisse con il biblista Giuseppe Casarin, che sono stati il punto di partenza di alcuni percorsi di partecipazione all’organizzazione del Festival, aperti alle realtà ecclesiali e alle associazioni del territorio. 

Da qui sono emerse le chiavi di lettura di questo libro della Bibbia, che sono diventate poi le quattro “linee guida” per la costruzione del programma.

    

La prima assume il libro dell’Apocalisse come risorsa per sperare oggi: gli incontri e le proposte in programma hanno come riferimento questo libro che ci invita ad alzare lo sguardo, a vivere quanto sta avvenendo nella storia presente scommettendo sulla possibilità di immaginare un mondo diverso. Come nell’incontro con il biblista Padre Ricardo Perez, sul tema Apocalisse e Beatitudini, un appello a ritrovare la fiducia in questo tempo. 

 

La seconda è il dialogo tra scienza e fede, nella consapevolezza che una nuova speranza può nascere dal confronto tra sguardi diversi sul mondo. Ad aprire il Festival venerdì 13 maggio sarà il fisico Roberto Battiston, già presidente dell’Agenzia spaziale italiana, in dialogo con il teologo Giorgio Bonaccorso sul rapporto tra conoscenza, fede e speranza; alla sera, presso l’Osservatorio Astronomico “Vanni Bazzan”, si terrà, invece, una meditazione condivisa sul tema della speranza. Sempre sul rapporto tra scienza e fede, sabato 14 maggio ci sarà un incontro con lo statistico Roberto Volpi e il teologo Simone Morandini, sulla ragionevolezza della fede e della speranza. 

 

La terza si fa carico della centralità del linguaggio simbolico: per andare oltre i limiti delle parole, incapaci di esprimere la complessità della realtà e imparare dalle immagini e dai segni, parti costitutive di qualsiasi esperienza di apprendimento. Il linguaggio simbolico ha la forza di riunire le persone e farle riscoprire comunità. Tante e diverse le proposte artistiche in programma, alcune di artisti e gruppi teatrali locali, altre di artisti di fama nazionale, come Marta Cuscunà – apparsa più volte in RAI – che con i suoi “corvi meccatronici” ci racconterà della caduta dell’umanità nell’orrore della guerra.

 

La quarta prospettiva, infine, affronterà il tema del bene comune, per narrare storie di persone e comunità che in questo tempo si stanno schierando, con coraggio e responsabilità, dalla parte del bene comune. 

Racconteremo esperienze passate, con Gianpaolo Romanato e la storia delle “Riduzioni gesuite” del Paraguay, che furono un originale esperimento sociale, un importante evento politico e un singolare esempio di evangelizzazione. Ma anche esperienze che si stanno vivendo oggi nel nostro tempo, grazie alla presenza di Emilio Casalini, giornalista e conduttore della trasmissione televisiva Generazione Bellezza, che non solo racconterà storie di gruppi e comunità che in Italia hanno saputo schierarsi dalla parte del bene comune, ma ci aiuterà a valorizzare l’esperienza locale del cinema teatro Duomo, riaperto dopo 15 anni, che sta diventando dopo solo un anno di apertura un teatro di comunità per la città. 

Non mancheranno poi racconti sulla guerra in Ucraina con Giorgio Cella, che ci aiuterà ad analizzare i fenomeni che hanno portato alla guerra in corso.

Chiuderà il programma degli incontri il direttore generale del Censis, Massimiliano Valerii, che proporrà Il contagio del desiderio come via per rimettere in moto la speranza.

 

Per coerenza con queste linee guida, abbiamo scelto di proporre un festival “mite nella forma”, allestendo dal punto di vista logistico contesti accoglienti e attenti alle persone, adattando i luoghi alle diverse proposte. Chiuderemo il festival, la sera di domenica 15 maggio, nella piazza principale della città, con un concerto del coro gospel Joy Singers.

 

Anche le sedi in provincia di Rovigo hanno costruito un programma reinterpretando le stesse “linee guida”. Ad esempio, ad Adria gli incontri si concentreranno sui “visionari del presente”, a partire dall’incontro con il vescovo di Ferrara-Comacchio mons. Gian Carlo Perego, presidente di Fondazione “Migrantes”, che interverrà sul tema delle migrazioni e su come le emergenze di oggi, dell’Afghanistan e dell’Ucraina, hanno accentuato il bisogno di fraternità universale.

A Badia Polesine e Occhiobello si darà, invece, grande risalto alla lettura del libro dell’Apocalisse, sia con biblisti, sia con letture comunitarie di interi capitoli del libro. 

La lettura del libro dell’Apocalisse ha ispirato, in generale, la realizzazione di mostre di opere d’arte, di concerti, di camminate contemplative, per ritrovare insieme la forza di una visione di speranza.

 

Vittorio Veneto, 20-22 maggio

 

Sul realismo dell’Apocalisse la Diocesi di Vittorio Veneto ha voluto declinare i 12 diversi eventi in programma, mostrando come l’annuncio della promessa (e non quello di una catastrofe imminente) può diventare lo strumento attraverso il quale possiamo leggere i cosiddetti “segni dei tempi”, del nostro tempo. E proprio su questi “segni”, si è voluto dedicare grande attenzione: sul senso della crisi e della speranza sabato 21 maggio alle ore 16.00 con padre Felice Autieri (storico, OFMConv Sacro Convento Assisi) e Luigi Gui (sociologo e docente Università di Trieste) andando a rileggere i quattro shock globali che il terzo millennio ha visto; sul rapporto buio/luce con Francesca Rigotti (filosofa) in programma sabato 21 maggio alle ore 18.00, la forza della mitezza in cammino con don Davide Fiocco, (teologo e patrologo) al tramonto sempre sabato 21 maggio; senso del tempo con la meditazione/passeggiata all’alba domenica 22 maggio verso il Santuario di Sant’Augusta con Ludwig Monti (monaco di Bose) accompagnato dall’arpa di Giada Dal Cin

 

Poiché il linguaggio simbolico dell’Apocalisse non descrive ma evoca, svela e rimanda a qualcos’altro, portando con sé enigmi, domande irrisolte, promesse e attese, l’attenzione per le diverse forme dell’arte quest’anno è particolarmente significativa per Vittorio Veneto: il programma verrà infatti inaugurato venerdì 20 maggio alle ore 17.30 con la presenza del biblista Federico Zanetti che presenterà i tratti fondamentali del libro dell’Apocalisse e dell’iconografa vittoriese Nikla de Polo che presenterà l’icona dell’Apocalisse. A seguire alle 21.00 lo straordinario spettacolo dell’attrice Lucilla Giagnoni al Teatro Da Ponte ci aiuterà a comprendere con il linguaggio estetico, liturgico, poetico e metaforico quanto ci appare senza senso, irrazionale e complesso, ritrovando una vera e propria rinascita. E ancora sabato 21 maggio l’incontro biblico sui colori dell’Apocalisse, un vero e proprio viaggio guidato da Cristina Falsarella, direttrice dell’Ufficio Diocesano per l’arte sacra e i beni culturali e Lourdes García Ureña, biblista e docente presso Universidad CEU San Pablo Madrid, alla scoperta dei significati e messaggi veicolati dalla cromaticità di queste pagine. 

 

Sempre sabato 21 maggio alle ore 21 presso la Cattedrale di Santa Maria Assunta l’antitesi tra Bene e Male, Vita e Morte, Luce e Tenebra, Spirito e Materia verrà continuamente scandita nei versi dei brani musicali del concerto dell’Ensemble La Reverdie. A concludere la sezione artistica domenica 22 maggio alle 21.00 lo spettacolo teatrale Nulla sarà più come prima. Tutto resterà come prima sul capolavoro di Eugenie Ionesco, riadattato dal Centro Teatrale da Ponte, nel quale si ritroverà tutto lo spaesamento e l’affanno di un’umanità che deve fare i conti con la propria finitezza;

 

Sono molte le realtà del territorio coinvolte anche quest’anno, a dimostrazione del fatto che soprattutto in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo la rete è il tessuto vitale di un festival e in questo non bisogna dimenticare di lavorare sulla comunità attraverso la creazione di un progetto comune. Gli eventi vedono dunque la partecipazione, tra gli altri, di La Chiave di Sophia, Centro Teatrale da Ponte, Centro Culturale Humanitas, Museo di Scienze Naturali di Vittorio Veneto, Museo di Arte Sacra, Biblioteca del Seminario, gruppo lettori della biblioteca Civica di Vittorio Veneto. 

 

Treviso, 12-15 maggio

 

Dopo il “debutto” dello scorso anno, il Festival Biblico 2022 tornerà nella diocesi di Treviso dal 12 al 15 maggio e sarà occasione di consolidamento e di crescita con iniziative, collaborazioni e sinergie che vengono confermate e altre che nascono nuove e promettenti.

Dialoghi, mostre, incontri, concerti, testimonianze, film, passeggiate nell’arte arricchiranno i quattro giorni, con quindici eventi che si richiamano e si intersecano in diversi luoghi della città.

 

Il grande evento di apertura del programma della sede di Treviso, la sera di giovedì 12 maggio, ospitato nella splendida cornice di Piazza Duomo, sarà una meditazione con lettura integrale dell’Apocalisse, musica dal vivo e multivisioni («E vidi… e udii»), affidata alla voce di quattro lettori e impreziosita da una scenografia visiva di grande fascino, proiettata sull’Episcopio e realizzata dall’artista Francesco Lopergolo. La musica sarà affidata al percussionista Eddy de Fanti. Alcuni passaggi del Libro vedranno inoltre la partecipazione della violinista Luisa Bassetto. Contributi di Massimo D’Onofrio (attore), Gian Domenico Mazzocato (scrittore), Maria Pia Zorzi (giornalista), Federica Colomberotto (insegnante). Introdurrà l’evento don Michele Marcato.

Grande spazio ai Dialoghi, a cominciare dalla presentazione, il 12 maggio alle 18:00, di un’edizione italiana dell’opera di Theodor Däubler, L’Aurora boreale (Das Nordilicht) a Casa dei Carraresi, con Luigi Garofalo.

Sempre a Casa dei Carraresi, il giorno dopo, 13 maggio, alle 16:30 (e in replica a Crespano di Pieve del Grappa alle 20:45), dialogo con don Alessandro Omizzolo (astronomo – Specola Vaticana): Tra fisica e metafisica – Le nuove frontiere aperte dopo il lancio del telescopio spaziale James Webb; ancora il 13 maggio, alle 20:45, nel Seminario Vescovile di Treviso, dialogo con mons. Piero Coda e il filosofo Massimo Donà: Un nuovo sguardo sulla realtà. Presentazione del Dizionario Dinamico di Ontologia Trinitaria

I dialoghi continuano sabato 14 alle 11:00 in Casa dei Carraresi, con il teologo Brunetto Salvarani: Dopo: le religioni e l’aldilà- Il rilievo della dimensione escatologica nell’Ebraismo e nell’Islam; all’Auditorium Appiani alle 16:00 «Mi voltai per vedere la voce» (Ap 1,12) Rivelazioni e condivisioni a proposito dell’iniziativa “La Bibbia da leggere”; con Carlo Broccardo (biblista) e Vincenzo Giorgio (Ufficio Diocesano per l’Annuncio e la Catechesi).

Il dialogo dell’ultimo giorno del Festival, domenica 15 maggio – alle 15:00 a Casa dei Carraresi – sarà interreligioso: Come mai questo tempo non sapete valutarlo? Guardando “oltre” abitare il presente: Ebrei, Musulmani e Cristiani si interrogano con la partecipazione di Luciano Meir Caro (Rabbino Capo di Ferrara), Yahya Sergio Pallavicini (Imam – presidente Coreis) e il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi.

 

Il percorso Giorno e notte incontro biblico si snoda nel pomeriggio di sabato 14 maggio. Alle 15:00 (Sala Verde, Piazza Rinaldi) sul tema A che ora è la fine del mondo? Introduzione al libro dell’Apocalisse, con don Andrea Albertin (biblista); alle 18:00 l’incontro biblico e d’arte a Ca’ Zenobio: «Poi vidi, in mezzo al trono, un agnello» (Ap 5,6) – Bibbia e arte. L’Agnello dell’Apocalisse e il “potere” della “mitezza”, con don Paolo Barbisan, direttore Ufficio diocesano per l’Arte Sacra.

 

Venerdì 13 maggio alle 18:00 (Musei Civici, sede di Santa Caterina) sarà inaugurata la mostra 

Ecco io faccio nuove tutte le cose – L’arte come forza di trasformazione della storia, interviene Luca Reffo (artista) con artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

 

L’attualità dei conflitti, delle ferite ma soprattutto delle possibili riconciliazioni sarà il tema del racconto di un viaggio attraverso i paesi dell’ex-Jugoslavia con lo spettacolo Ritorni. Ho visto la pace allo specchio: sabato 14 alle 20:45 al teatro Eden, con la testimonianza, in collegamento, di Zijo Ribic.

 

Particolare sarà anche la Passeggiata tra Arte e scoperte di figure di santità che si svolge sabato 14 maggio dalle ore 8:30, tra la chiesa di S. Zeno, l’Oasi Santa Bertilla, e la chiesa di S. Andrea: E vidi la Gerusalemme nuova scendere dal cielo. Santa Bertilla e il Beato Toniolo: dalla città terrena alla città santa, con don Luca Vialetto.

 

L’ultimo giorno del Festival, il 15 maggio, oltre al dialogo interreligioso, offrirà uno straordinario concerto – ore 10:30 Auditorium Santa Croce – piazza della Dogana: Quartetto per la fine del tempo di Olivier Messiaen con quattro Solisti del Teatro La Fenice: Roberto Baraldi (violino), Vincenzo Paci (clarinetto), Luigi Puxeddu (violoncello), Michele Bolla (pianoforte). Alle 18, al cinema Corso, proiezione del film di Bergman Il settimo sigillo, con Brunetta Paola (insegnante Istituto Superiori). Alle 20:45, in Casa Toniolo, una Geografia delle fedi con la testimonianza del dottor Giovanni Putoto: Curare le ferite – L’esperienza di Medici con l’Africa Cuamm nelle situazioni di conflitto.

 

Materiali scaricabili

Cartella stampa Festival Biblico 2022 > cartella stampa 18ª edizione

 

ARCHIVIO

 

Comunicato stampa programma giugno 2021 > comunicato stampa 20 maggio 2021

 

Comunicato stampa tema 2021 e Domenica della Parola > comunicato stampa 13 gennaio 2021

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