Brundibar, quando lo spettacolo fa la Storia

Brundibar, quando lo spettacolo fa la Storia

Teatro e musica, sorrisi e lacrime, spettacolo e riflessione si mescolano in “Brundibar – Il suonatore di organetto”, l’opera musicale per bambini del compositore ceco ebreo Hans Krása su libretto di Adolf Hoffmeister, originariamente rappresentata nel 1943 dai bambini del Campo di concentramento di Theresienstadt nella Cecoslovacchia occupata. Lo spettacolo si terrà al Teatro San Marco, sabato 28 maggio alle 18.00, come evento conclusivo di ‘Una giornata di Pace’. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Sul palcoscenico saliranno solisti, coro di voci bianche e orchestra delle Scuole Musicali Jan Novák e Riccardo Zandonai di Rovereto e della Vallagarina (direzione musicale di Klaus Manfrini, regia di Michele Comite). Oltre alla trama, sono le vicende che hanno visto nascere l’opera che la rendono unica: Krása e Hoffmeister la scrissero infatti nel 1938 per un concorso organizzato dal governo. Le prove cominciarono nel 1941 all’orfanotrofio ebraico di Praga, che al momento funzionava anche come struttura educativa temporanea per bambini divisi dai loro genitori dalla guerra. Nell’inverno del 1942 all’orfanotrofio si svolse la prima dell’opera: a quel tempo, il compositore Krása e lo scenografo Frantisek Zelenka erano già stati deportati a Theresienstadt. Nel luglio del 1943 quasi tutti i membri del coro originale e il personale dell’orfanotrofio vennero deportati a Theresienstadt. Solo il librettista Hoffmeister poté scappare da Praga in tempo. Riunito il cast a Theresienstadt, Krása ricostruì l’intera partitura dell’opera, basandosi sulla propria memoria e una parte dello spartito del pianoforte che ancora possedeva, adattandola agli strumenti disponibili al campo: flauto, clarinetto, chitarra, fisarmonica, piano, percussioni, tromba, quattro violini, un violoncello e un contrabbasso. La produzione fu diretta da Zelenka, con le coreografie di Camilla Rosenbaum, e fu riproposto 55 volte durante l’anno successivo. Le prove dell’opera si svolgevano di nascosto e spesso di notte anche se quando vennero scoperti durante le prove, si decise che potevano essere continuate per fare qualcosa di “culturale” ma in realtá le prove continuarono solo per far credere agli ispettori della Croce Rossa che la vita nel campo fosse confortevole.


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