Card. Zen: la persecuzione e la speranza in Cina

Card. Zen: la persecuzione e la speranza in Cina

Il giorno 18 aprile scorso, durante l’udienza generale in Vaticano, il Santo Padre, riferendosi alla Chiesa primitiva, e più precisamente all’arresto degli apostoli Pietro e Giovanni che avevano compiuto una guarigione miracolosa, disse: «Di fronte al pericolo, alla difficoltà, alla minaccia, la prima comunità cristiana non cerca di fare analisi su come reagire, trovare strategie, come difendersi, quali misure adottare, ma, davanti alla prova, si mette in preghiera, prende contatto con Dio».

La Chiesa che vive in Cina ha bisogno di un supplemento di coraggio per mantenere lo splendore del volto proprio della Chiesa e non offuscarlo con cedimenti e compromessi di fronte alle ingiuste pressioni. Il regime ateo cinese, nonostante l’apertura in fatto di economia, non ha cambiato la sua politica religiosa, quella di controllare e schiavizzare le religioni, e, nel caso della Chiesa cattolica, di staccare la comunità cattolica in Cina dal suo fondamento di unità, la sede di Pietro.

Secondo la dottrina marxista ogni mezzo è giustificato per raggiungere lo scopo del Partito, comprese pressioni e allettamenti. Se obbedisci, ti danno soldi e onori, se non obbedisci, soffrirai tu e tutta la tua parentela: perdi impiego, la libertà e, se riescono a farti cadere in qualche tentazione, anche il buon nome.

Attualmente ci sono ancora due vescovi cattolici, anziani, in detenzione da più di dieci anni. Altri vescovi e preti vengono portati via per corsi di indottrinamento che durano settimane o mesi. In alcuni casi i comunisti sono tornati ai metodi antichi basati sulla forza bruta e la tortura. Le tattiche di pressione psicologica, poi, sono tante e così diverse che è impossibile enumerarle tutte.

La nostra speranza di cristiani è radicata nella misericordia di Dio che non abbandona il suo popolo. Essa risiede nella forza del Risorto che dà energia ai deboli per mezzo dello Spirito Santo; la mia speranza è nell’intercessione della Vergine santissima che prega con gli apostoli nel Cenacolo. La Bibbia ci narra di crisi di fedeltà e di infedeltà. Purtroppo gli ecclesiastici soffrono maggiori tentazioni e, non pochi, vittime di vantaggi immediati, tradiscono gli interessi della Chiesa. Perfino il mitissimo Santo Padre ha dovuto qualificare costoro come «opportunisti». La nostra speranza, la speranza della Chiesa che vive in Cina, è nel popolo credente. Quando il popolo e il clero sono uniti e fermi nella fede, essi saranno capaci di dar coraggio ai loro pastori.

Se guardiamo alla Cina dal punto di vista politico, purtroppo dobbiamo constatare che il vero progresso non è garantito dal progresso tecnico-economico. L’arroganza del governo di Pechino e la complicità del resto del mondo stanno congiurando contro i diritti fondamentali di moltissimi esseri umani in Cina. E’ uno spettacolo triste e vergognoso. Corruzione ed abuso di potere in alto loco, così come inganni e disonestà si espandono ad ogni livello. Nella nostra nazione, che vanta una lunga e costante tradizione di alta moralità, regna oggi sovrana la menzogna. I poveri e i deboli stanno soffrendo e morendo. Chi li difende viene processato come nemico della patria. La violenza si fa sempre più estesa e la disonestà finirà per danneggiare anche i suoi complici.

Il mondo che crede di poter stare a guardare sarà presto divorato dallo tsunami di una civiltà spiritualmente moribonda.

Joseph card. Zen, vescovo emerito di Hong Kong



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