Demetrio, dobbiamo conservare il creato

Demetrio, dobbiamo conservare il creato

“La Terra, nel pensiero cristiano, è frutto della Creazione. Tutta la Terra lo è: l’uomo è prodotto di un Creato unico, eterogeneo, etico, utile e bello, la cui biodiversità va protetta e salvaguardata in nome di una storia di salvezza che coinvolge ogni essere sul Pianeta”. Così ha introdotto il giornalista Ignazio Ingraol’incontro “Narrare la Terra, madre e figlia – per un’ecologia biografica” , tenutosi al Festival Biblico nel Palazzo delle Opere Sociali oggi, venerdì 30 maggio, nel tardo pomeriggio. “Col tempo questa unità della Creazione è stata messa alla prova e l’uomo si è allontanato progressivamente dalla Natura”, ha proseguito Ingrao, “separando l’utile dal bello e contrapponendo al rispetto del Creato il progresso tecnologico: ma questa visione dicotomica quanto può reggere? Può essere una soluzione proporre un’ “ecologia cristiana” che metta in discussione questa dualità uomo-natura che pare oggi irriducibile?”A queste domande ha tentato di rispondere Duccio Demetrio , filosofo e scrittore, cercando attraverso la lettura di alcune narrazioni costruite sul racconto della Terra un’unità perduta da ritrovare. “La Terra nell’antichità era la madre potente, feconda e generatrice – ha spiegato Demetrio -oggi ci dobbiamo occupare di una Terra figlia, da coltivare, accudire, tutelare. Ci stiamo dirigendo verso un ecosuicidio, sfruttando la Natura all’inverosimile: è necessario tornare all’ecologia, all’ “oikos- logos”, al “racconto” della “casa” costituita dall’intero Creato”, ha testimoniato Demetrio. Un racconto necessario ma a volte impossibile: la biografia dell’uomo, la vita del singolo, sia esso un bambino o un adulto, può non saper esprimere la grandezza del Creato. È in questa inesprimibilità che tenta di farsi Parola che sta la chiave di un’ecologia del rispetto, tipica delle culture contadine: nella narrazione che squarcia il silenzio, nella contemplazione della meraviglia del Mondo attraverso un discorso, spesso poetico, aperto, sospeso, che cerca il senso dell’esistere dell’uomo nella Natura”.

 



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