Design per lo spirito

Design per lo spirito

La parola “rosario” deriva da un’usanza mediovale che consisteva nel mettere una corona di rose sulle statue della Vergine come simbolo delle preghiere rivolte a Maria. Per tutti noi, oggi, il rosario è un oggetto composto da 50 (+ 9) grani che segnano il tempo lento del rito, una serie di gesti delle mani, del corpo e del respiro. A reinterpretare questo oggetto sono stati 25 design, ora presenti al Festival Biblcio con una mostra dal titolo evocativo “AveAmen” , ospitato al Cantiere Barche 14.
A fianco dell’esposizione anche un ciclo di tre appuntamenti per parlare del rosario in quanto icona tra il sacro e il quotidano.
Il primo di questi si è tenuto proprio ieri sera. In veste di relatore don Giandomenico Tamiozzo , esperto di religioni orientali che ha appunto spiegato, in un evento raccolto e particolarmente artistico, l’uso trasversale dell’oggetto-rosario tra religioni e culture.

Il prossimo incontro a corredo della mostra sarà venerdì 7 giugno con Natalino Bonazza, esperto di arte contemporanea per il sacro e gli architetti di Labit. Si parlerà di Arte contemporanea, culto e spiritualità ma anche del valore del gesto nel design.



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