Domenica della Parola e Festival Biblico di don Ampelio Crema

Dopo il Concilio Vaticano II, nella Chiesa cattolica l’amore per la Bibbia è cresciuto in tanti modi. Sono cambiati la preghiera, la liturgia e l’approccio alla teologia, dando vita a numerose esperienze di intensa animazione in diverse parti del mondo.

Conscio di questo, papa Francesco con la Lettera apostolica Aperuit illis ha istituito la Domenica della Parola di Dio. Il titolo del documento prende le mosse da un versetto del Vangelo di san Luca: “Aprì loro la mente per comprendere le Scritture” (Lc 24,45) mentre la decisione di far nascere un appuntamento annuale, scrive Francesco, vuole rispondere alle tante richieste in tal senso maturate dopo il Giubileo straordinario della misericordia. Nel documento Misericordia et misera pubblicato a conclusione del Giubileo della misericordia, infatti, il Papa stesso aveva invitato a pensare a una “domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo”.

L’intenzione del Papa è di evidenziare la centralità della Scrittura nella vita della Chiesa e, grazie alla data scelta della III domenica per annum (quest’anno il 26 gennaio) in vicinanza della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), il carattere ecumenico insito in essa.

L’occasione della celebrazione della prima Domenica della Parola diventa, quindi, un appuntamento dell’alto valore simbolico per un Festival come quello Biblico che vuole produrre un impatto spirituale e culturale assumendo la Bibbia come codice attraverso il quale rileggere la contemporaneità.

Un’occasione, quindi, per una maggiore consapevolezza, quando non addirittura scoperta, delle Sacre Scritture come spazio di riflessione e confronto per una rilettura della contemporaneità che è obiettivo primario anche del ‘nostro’ Festival Biblico



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