E’ ancora necessario ‘un Festival Biblico?’

E’ ancora necessario ‘un Festival Biblico?’

E’ ancora necessario un Festival Biblico? A 10 anni dalla sua nascita, la domanda, se la sono posta gli organizzatori del festival, per ripensare a tutto ciò che è stato e per capire ciò che potrebbe essere, con un unico obiettivo: fare comunità guidati dalla Parola.
Don Ampelio Crema , uno dei due presidenti del Festival Biblico, ha risposto in occasione della serata del 19 gennaio scorso ‘è Festival 2015’ .
“Più di qualcuno si sarà posto la domanda se “è ancora necessario un “Festival biblico”? In occasione del decennale ci siamo posti anche noi la domanda se aveva senso continuare questa esperienza. Chi ce lo fa fare? Perché, nonostante le fatiche e le difficoltà, ha ancora senso continuare questa esperienza?Condivido con voi la risposta che mi sono dato. Mi soffermo su quattro motivi, tra i tanti, che sono anche i quattro punti di forza del festival. 1.In un tempo di crescente paura e insicurezza, nel suo piccolo, il festival dimostra che è possibile, come ci invita papa Francesco, “superare le frontiere dell’inimicizia e dell’indifferenza, e costruire ponti di comprensione e di dialogo, per fare del mondo intero una famiglia di popoli riconciliati tra di loro, fraterni e solidali”.Non è un problema se “alcune volte volano i piatti”,”in famiglia, nelle comunità, nei quartieri” – ripete papa Francesco – L’importante è “cercare la pace il più presto possibile”, con una parola, un gesto. Un ponte piuttosto che un muro, come quello che per tanti anni ha diviso Berlino. Perché “anche, nel nostro cuore – sempre citando papa Francesco – c’è la possibilità di diventare Berlino con il Muro con altri”. Io ho paura di questi muri, di questi muri che crescono ogni giorno e favoriscono i risentimenti. Anche l’odio. Come possiamo costatare anche in questi giorni. Nel Festival Biblico, una delle esperienze più vivaci sono gli incontri ecumenici, di dialogo interreligioso, di confronto tra credenti e laici… è una palestra di vita, di incontro, dialogo, di fraternità pur nella diversità di fedi, culture, esperienze. E sempre papa Bergoglio, ha esortato i giovani con queste parole: “Voi potete fare due cose opposte: costruire ponti o alzare muri. I muri separano, dividono; i ponti avvicinano”…. Il Papa ha poi lanciato una accorata esortazione ai giovani: “Una cosa che non è mia, ma che Gesù diceva molte volte: ‘Non abbiate paura!’ … Andate avanti. Costruite ponti di pace. Giocate in squadra e rendete il futuro migliore, ma ricordatevi che il futuro è nelle vostre mani. Sognate il futuro volando, ma non dimenticate l’eredità culturale, sapienziale e religiosa che vi hanno lasciato gli anziani. Avanti, con coraggio! Costruite il futuro!”.  2.Un secondo motivo, per me, è la straordinaria attualità della Bibbia. In essa c’è quella preziosa eredità culturale, sapienziale e religiosa che ci hanno lasciato i nostri padri nella fede. Ma soprattutto c’è la rivelazione di un Dio che mi ama, che ci ama. E che si prende cura di me, di noi. il Festival Biblico vuol farla conoscere, vuol togliere la polvere dalla Bibbia … e rivelarci la sua giovinezza, la sua ricchezza. È un tesoro prezioso. Che peccato che la conosciamo poco. Speriamo che il festival vi aiuti a conoscerlo un po’ di più. 3.Dico anche che ha ancora senso parlare di Festival Biblico perché ho scoperto la forza dirompente di una “buona idea”, come canta Nicolò Fabi: una idea, un sogno nato in una piccola libreria della città di Vicenza, la libreria San Paolo, e che è diventato un progetto che cresce “dal basso” continuamente, non studiato a tavolino ma perché nuove realtà desiderano essere partecipi di questo progetto. E chi siamo noi per rifiutare di accoglierle? Tanto che ora parliamo di progetto del triveneto. Ma vi posso assicurare che varie altre realtà da più parti d’Italia ci hanno contattato per conoscere il segreto del festival. il segreto … siamo noi, siete voi e la vostra presenza. E con noi, con voi, i tanti amici che “fanno” il festiva: dai volontari ai relatori, dagli sponsor alle associazioni che ci sostengono nel cammino. 4.Ha ancora senso, infine, perché mi ha fatto conoscere e camminare insieme a Toni, Guido, don Roberto, Alessandro, Marina, Loretta, Piero, Lucio, …. e l’elenco è lunghissimo e si completa con Leonardo e don Andrea di Trento, ultimi amici che si stanno facendo coinvolgere da questo progetto: il festival è una esperienza di incontro, di relazione, di condivisione… è una comunità che si incontra, che lavora provocata dalla Parola, dalla Bibbia. Oso dire siamo chiamati dalla Parola!



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