con don Dario Vivian (teologo) Nicola Galvan (orientista della FISO -Federazione Italiana Sport Orientamento), scolte e rover della Zona AGESCI delle Colline del Brenta, Roberto Dalla Vecchia (musicista)
Si ringrazia: Associazione “Ugo Ferrarese Base Scout di Costigiola”
Nei brani del racconto di Genesi 2 e 3 vengono messe in scena le scelte che gli esseri umani devono fare per diventare persone adulte, che stanno nel mondo con consapevolezza. Siamo in un contesto chiamato dalla tradizione paradiso terrestre, luogo dove Dio stesso ha posto l’essere umano che ha creato. Tutto è a disposizione, ma viene posto un limite: non magiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male. Quale scelta fare, di fronte a questo limite? Il racconto suggerisce che è possibile percorrere due strade e probabilmente sono tutte e due scelte con le quali confrontarsi. Obbedire al divieto e non mangiare il frutto significa comprendere che l’essere umano ha dei limiti da accettare, per non mettersi al posto di Dio e diventare lui una sorta di padreterno che decide cosa è bene e cosa e male. Ma potremmo anche pensare che il racconto narra della decisione di mangiare il frutto per superare il limite, che confina l’essere umano in un paradiso dove rimarrebbe un eterno bambino viziato. L’uscita del paradiso diventa così il prezzo da pagare per immergersi nella storia.