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Proiezione

“Il mio giardino persiano” di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeh

Storia di relazioni all’interno di spazi quotidiani limitati dal contesto culturale

Introduce Raffaele Lazzaroni

In collaborazione con: Cinema Edera. Si ringrazia: Giorgio Rigo Costruzioni, Banca della Marca Credito Cooperativo

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite

La protagonista de “Il mio giardino persiano” (Iran, Francia, Svezia, Germania, 2024) è Mahin, una vedova che vive sola in un appartamento di Teheran, dedicandosi alla cucina e alle sue piante e accogliendo le riunioni di un gruppo di amiche, anch’esse sole e desiderose della presenza e dell’affetto di un compagno. Proprio il richiamo del cuore conduce Mahin verso il tentativo discreto, imbarazzato e persino impacciato, di concedersi un incontro sentimentale che la faccia sentire desiderata e viva. Le prescrizioni imposte ai cineasti iraniani sono numerose e stringenti: significativamente, nelle scene ambientate nell’intimità degli spazi interni i personaggi femminili sono però ritratti senza il velo, così come non mancano momenti di inebriamento da alcol e di danza non ritenuti moralmente consoni. Ai coraggiosi registi è dunque stata negata la partecipazione al Festival di Berlino: ridefinendo il concetto stesso di libertà di espressione, avrebbero oltrepassato un limite ritenuto invalicabile entro i confini del proprio Paese.

contatti

Diocesi di Treviso

treviso@festivalbiblico.it

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