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Dialogo

Ti amerò per sempre

Un dialogo sull'amore alla prova del limite e del tempo

con Alberto Pellai (medico, psicoterapeuta)

Introducono Federica Capizzi e Manuel Zugno

In collaborazione con: Ufficio per la pastorale della famiglia. Si ringrazia: Banca della Marca Credito Cooperativo, Guain Costruzioni e Restauri, Guerretta Associati Consulenza del Lavoro e Fiscale

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite

Servizio baby-sitting bambini 3-6 anni (da chiedere alla prenotazione)

Amare è come salire verso la cima di una montagna. I passi lungo i sentieri irti e ripidi sono faticosi. A volte ti manca il fiato che ti sembra di non poterne più. Ma se con te c’è un compagno di viaggio, in ogni momento – anche il più faticoso – sai che non sei solo. E proprio perché c’è qualcuno accanto a te, sei molto più motivato a salire. “Insieme” la fatica non diminuisce, non scompare. Ma diventa qualcos’altro. Poi arrivi in cima. Ce l’hai fatta. Lì c’è la sorpresa: una vista mozzafiato. Il cielo che quasi lo tocchi con un dito. Vivi la consapevolezza della conquista e della scoperta. Così ti rendi conto che la fatica della salita era una componente necessaria del percorso. Non proveresti la stessa felicità, se fossi arrivato in cima con una seggiovia. La fatica del tuo incedere lento e faticoso. Quella fatica non era semplicemente fatica: era sacrificio, ovvero rendeva sacri i tuoi passi, ti permetteva di andare oltre il tuo limite, di essere altro da ciò che saresti stato se non avessi deciso di metterti in cammino. L’altro/a che ha camminato con te non è solo il co-protagonista di tutto ciò che è accaduto nella salita. È sacro con te, oltre ad essere il testimone del tuo percorso. È in questa testimonianza condivisa che l’amore si trasforma in appartenenza. “Appartenersi” è la parola che più di tutte, per me, spiega cos’è l’Amore.

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Diocesi di Treviso

treviso@festivalbiblico.it

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