Il pubblico nei panni “dell’altro” con lo speciale Silent Play della Piccionaia

Il pubblico nei panni “dell’altro” con lo speciale Silent Play della Piccionaia

Quali sono i segni, i gesti, gli oggetti che differenziano gli “altri” da “noi”? Che cosa significa partire, lasciare, arrivare, accogliere o rifiutare?Lo scoprirà bene, anzi, lo vivrà letteralmente il pubblico che parteciperà allo speciale Silent Play della Piccionaia in prima assoluta per il Festival Biblicodal titolo “Partire è un pò morire”? . L’appuntamento è domenica 29 maggio nei Giardini di Santa Corona. Tre le repliche, alle 15.00, alle 16.30 e alle 18.00).La partecipazione è a numero limitato ed è gratuita su prenotazione.

Lo spettacolo è un’esperienza teatrale in prima persona dalla parte di chi fugge e di chi assiste. Scritta e diretta da Carlo Presottoe Diego Dalla Via , la performance vede la presenza attoriale dello stesso Presotto con Paola Rossi, Matteo Balboe la partecipazione amichevole di Lucia Ferraroe Anna Novello , e nasce in collaborazione con l’associazione Non dalla guerra , con il sostegno della Regione Venetoe del Mibacte con la media partnership di Urban Experience (Roma) .

Come funziona? Il pubblico, in gruppo, si dispone nello spazio dell’evento, guidato da una voce in cuffia: gli attori distribuiscono oggetti e propongono ai partecipanti istruzioni, suggerimenti, spostamenti, movimenti e domande. Si costruisce così una drammaturgia di azioni e reazioni senza ruoli prefissati che diventa lo specchio di tematiche che ci riguardano molto da vicino. Due storie parallele: per ogni storia, un “noi” e un “loro”: due mondi diversi, due modi diversi di ballare di guardarsi, di alzarsi e sedersi. Due “bande sonore” che diventano due narrazioni destinate a confliggere.Lo spettatore diventa parte attiva e si trova a decidere personalmente se prendere posizione e reagire, oppure subire e adeguarsi. In gioco, le emozioni e le sensazioni che si provano di fronte all’ “altro” che non si conosce e che diventa un muro bianco sul quale proiettare le proprie paure, prima tra tutte, quella di vedersi rubare l’identità, gli oggetti e le relazioni che la disegnano. Un’esperienza emozionante, decisamente da non perdere.

Nella foto un momento della prova generale del Silent Play.



X