Israele e Palestina: pace dalle terre del conflitto. A Verona il 21 maggio due grandissimi ospiti

Israele e Palestina: pace dalle terre del conflitto. A Verona il 21 maggio due grandissimi ospiti

Israele e Palestina, due facce di uno stesso conflitto che non trova risoluzione. Ma esiste un’altra via praticabile oltre alla costruzione di un muro? Due gli ospiti internazionali invitati a Verona sabato 21 maggio per condividere la propria esperienza e narrare storie che raramente trovano spazio sulla stampa nazionale.
Da una parte l’israeliano Shai Doron, che dirige il Jerusalem Biblical Zoo, dove lavorano assieme palestinesi e israeliani, ebrei e musulmani, nel comune intento della cura del creato. Una possibilità concreta e quotidiana di Pace, dove la convivenza si chiama amicizia. Il suo intervento, “Gli animali Biblici e Israele oggi”, si terrà alle 11.30 presso il Seminario Maggiore di Verona.
Dall’altra parte invece sarà chiamato a portare la sua testimonianza Daoud Nassar, cristiano palestinese di Betlemme che assieme alla sua famiglia ha fatto della fattoria di proprietà una “Tenda delle Nazioni” dove le persone costruiscono ponti. Tanti i giovani che ogni anno raggiungono la collina circondata da insediamenti israeliani per conoscere una famiglia che non cede all’odio e alla vendetta e che trasforma i nemici in vicini di casa. Un testimone importante, per la prima volta in Italia, atteso anche da molti pellegrini che ogni anno si recano in Terra Santa per ascoltare le “pietre vive” che la abitano. L’intervento di Nassar è previsto alle ore 17.00 presso la biblioteca civica di Sala Farinati, in via Cappello.
Sottolinea don Martino Signoretto, Vicario Episcopale per la Cultura e referente diocesano del Festival: «Per la prima volta in Italia proprio grazie al Festival Biblico, Nassar ha il merito di essere in dialogo continuo con il mondo musulmano ed ebraico grazie alla comunità fondata sulla collina di proprietà familiare che ogni anno raccoglie pellegrini e collaboratori di ogni nazionalità, a conferma di come una terra contesa possa divenire complice di un progetto di pace».
Nella foto Daoud Nassar.


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