La Sapienza e la Giustizia spiegate da Nuria Calduch-Benages, ospite al Festival il 28 maggio

La Sapienza e la Giustizia spiegate da Nuria Calduch-Benages, ospite al Festival il 28 maggio

Una figura misteriosa la Sapienza nelle pagine della Bibbia. A volte bambina, a volte mamma. A volte sposa, a volte ragazza. Sfuggente e presente. Ma sempre donna. Nuria Calduch-Benages , che insegna Antico Testamento alla Pontificia Università Gregoriana , sabato 28 maggiospiegherà molto bene questa figura ospite del Festival Biblico di Vicenza per l’evento “Donna Sapienza e la giustizia” .   Una Sapienza misteriosa Anticipa la professoressa Calduch-Benages, che fa parte della Congregazione Missionarie Figlie della Sacra Famiglia di Nazareth: «La Sapienza biblica sfugge ad ogni nostro tentativo di definizione e di descrizione. Ci piacerebbe sapere chi è, ma i testi hanno un taglio molto metaforico». La Sapienza nell’Antico Testamento – in particolare il capitolo 8 di Proverbi su cui si concentrerà l’appuntamento – è sì una personificazione, un espediente letterario. Ma non solo questo: «Per me questa Sapienza è l’espressione della dimensione relazionale di un Dio che non si chiude su sé stesso, ma che ha bisogno di un intermediario per interagire con gli umani. E questo intermediario è la Sapienza». In Proverbi 8 l’autore presenta l’origine della Sapienza: la prima creatura di Dio. Osserva la professoressa Calduch-Benages: «La Sapienza ha anche una dimensione sociale, ed è legata anche alla giustizia e al governo del Popolo. Non è una figura che si mantiene solo nella sfera trascendente».   Una Sapienza donnaUna Sapienza “donna”, spiega Nuria: «Il carattere femminile si trova già nella morfologia delle parole. In ebraico e in greco, infatti, sapienza è un sostantivo femminile. Se poi guardiamo i testi, dove la figura è personificata, vediamo la Sapienza con i tratti di bambina, sorella, ragazza, padrona di casa, madre e maestra, guida e compagna di viaggio, come fidanzata corteggiata e come sposa. Sono tutti volti diversi, ma sempre femminili». Inusuale in una società prettamente patriarcale.   Una Sapienza che si fa carneLa Sapienza al femminile dell’Antico Testamento si incarna nel Nuovo attraverso Gesù, Sapienza di Dio: «Passiamo dalla personificazione della Sapienza alla Sapienza in persona». Ma questa Sapienza ci parla ancora oggi: «Ci fa sentire il bisogno di silenzio, di introspezione, di riflessione, di meditazione – continua Calduch-Benages – sono tutti elementi molto umani che sperimentiamo nella nostra vita ma sono al contempo le dimensioni di questa figura biblica». La Sapienza in Gesù di Nazareth è prima di tutto ricerca di prossimità: «La sua capacità di dialogo, che è quella di Dio, è ancora oggi una delle doti più importanti delle donne, anche se non esclusiva, che porta a stabilire rapporti interpersonali e che sa mettersi davvero in relazione».  Nella foto Nuria Calduch-Benages .



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