Laquidara-De Angelis, un duo per narrare la musica d’autore

Laquidara-De Angelis, un duo per narrare la musica d’autore

Un intenso e colto viaggio attraverso la musica d’autore, quella che, a partire dagli anni ’60 affronta, in molti modi, il tema ecologico, il difficile rapporto tra cemento e prati, tra industrie e sogni, tra favole e realtà. Patrizia Laquidaraè stata appassionata interprete del ‘cantastorie’ Enrico De Angelise ieri sera, in un gremita e coinvolta Tenda del Festival Biblicoin Piazza Duomo, insieme per l’occasione, hanno poeticamente concluso la XI edizione della rassegna vicentina sulle Sacre Scritture omaggiando in musica il tema ‘Custodire il Creato, Coltivare l’Umano’ . Con loro due bravissimi musicisti, Daniele Santimone e Thomas Sinigaglia . “Nei primi anni ’60 nella canzone d’autore si è cominciato a parlare di tutti i temi, non più solo d’amore e sicuramente uno dei temi che è stato toccato di più in un tempo di boom economico e speculazione edilizia èl’ambiente, la salvaguardia del territorio”, spiega De Angelis . E allora ecco che, nella rievocazione, si parte proprio dal Veneto, per la precisione da quel canzoniere popolare Veneto che vide nel 1977 Luisa Ronchini proporre un’intramontabile ‘A Porto Marghera’ . Si prosegue poi con un’ambientazione metropolitana dove la città tradisce la natura nella poesia amara di Gino Paoli’A Milano non crescono fiori’ . Era il 1964″in quei prati che prati non sono, sono finti e non hanno profumo, sotto un cielo che cielo non è”. Il racconto tra parole e musica di Laquidara – De Angelis tocca anche ‘Il ragazzo della via Gluck’ , o meglio, la risposta ironica di Gaber, che pur aveva inciso la canzone di Celentano, ma che gli fa eco con ‘La risposta al ragazzo della via Gluck’ . E ancora sotto il tendone risuonano canzoni alte come ‘Il deserto è pulito’di Ricky e Gian , ‘Il bambino di fumo’del rimpianto Lucio Dalla .  Tra tutti i richiami ai grande della musica, il pubblico del Festival Biblico si entusiasma e fa partire un coro spontaneo sul ritornello dell’ ‘Arca di Noè’di Sergio Endrigo che apre i cuori di tutti i presenti nella calda serata di fine rassegna. E bisogna dire che l’entusiasmo non passa nemmeno su una delle canzoni d’autore tra le più famose, ‘Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini . Un tuffo in una storia più recente De Angelis lo fa con ‘Acquedotto fosforescente’di Tricarico . Poi, il direttore artistico del Club Tenco affida la conclusione a ‘Eppure il vento soffia ancora’ di Pierangelo Bertoli – canzone che ha dato anche il titolo alla serata – chiudendo, prima di lasciare il palco alla Laquidara, con le parole di Andy Wharolche sintetizzano in maniera egregia il significato di tutta questa XI edizione del Festival Biblico: “Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare” .



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