Skip to content

Il Salterio: un cammino spirituale

Il Salterio, l’opera più voluminosa dell’intera Bibbia, si presenta come un libro che raccoglie centocinquanta preghiere che hanno visto la luce nell’arco di circa un millennio. Un libro che, nell’apparente frammentazione, cela un ordine profondo, un “segreto di somma importanza”, come intuì Sant’Agostino, il più grande commentatore del Salterio di tutta l’antichità.

Per lungo tempo, la ricerca esegetica ha classificato i salmi in generi letterari e famiglie, ma dagli anni Ottanta del secolo scorso si è cominciata ad avvertire un’esigenza che ha preso sempre più piede, soprattutto negli ultimi due decenni: più che storico-archeologico, l’interesse esegetico è diventato letterario.

Si è, quindi, affermata una prospettiva nuova, più attenta all’unità del Salterio, considerato non più un archivio di preghiere indipendenti, ma un’opera con un preciso ordine e una progressione di senso. Già il titolo tradizionale, sefer tehillîm, “Libro delle Lodi” – che si ritrova già a Qumran nella seconda metà del sec. I a.C. – suggerisce un orientamento unitario che trova riscontro nella disposizione dei salmi.

L’ordine canonico: i cinque libri

Il Salterio è suddiviso in cinque libri, sul modello della Torah mosaica. Questa struttura, attestata già in epoca antica, è segnata dalla presenza di dossologie che chiudono ciascun libro. Inoltre si può notare una progressione interna del Salterio – dalla supplica, al lamento, all’azione di grazie, alla lode –  e «ci sembra di poter riconoscere che il Salterio, nella sua organizzazione finale, proponga alla comunità, nella quale l’individuo trova la sua piena collocazione, un autentico cammino spirituale, che va dalle tenebre alla luce, dal dolore alla lode» (Maurice Gilbert).

I libro: Sal 1–41 (prima collezione davidica)

II libro: Sal 42–72 (prima collezione levitica e seconda collezione davidica)

III libro:  Sal 73–89 (seconda e terza collezione levitica)

IV libro: Sal 90–106 (salmi del regno e allelujatici)

V Libro: Sal 107–150 (salmi allelujatici, delle salite, terza collezione davidica, hallel)

Una lettura “spirituale” dei cinque libri del Salterio: la proposta di Chouraqui

Lo scrittore e filosofo André Chouraqui ha offerto una lettura suggestiva della divisione del Salterio, associando ciascun libro a un momento della giornata e conferendo così al testo un significato simbolico e spirituale ulteriore:

Sal 3-41: la notte – dominata dal tono della supplica, rappresenta il tempo del buio e della sofferenza; al centro di questo primo libro sta la grande invocazione: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Sal 22)

Sal 42-72: il mattino – introduce una nuova speranza e il desiderio di vedere Dio; nei salmi davidici prevale la supplica, ma nei salmi conclusivi si fa maggiore spazio alla lode e alla speranza

Sal 73-89: mezzogiorno – il tono prevalente è quello del lamento, un lamento collettivo, solenne, che si misura con le grandi sciagure storiche del popolo ebraico

Sal 90-106: la sera – una fase di riconciliazione che penetra nella gioia assoluta delle potenze del Signore; sono questi i cosiddetti “Salmi del regno”

Sal 107-150: il nuovo mattino – il tempo della gioia e della lode, con i salmi finali che celebrano la fede e la speranza

La proposta di Chouraqui è suggestiva, perché propone una chiave di lettura unitaria e progressiva del Salterio. Questa sarà anche alla base dell’Introduzione ai Salmi di Divo Barsotti: I libro, l’inizio; II libro, la giovinezza; III libro, la maturità; IV libro, il regno di Dio; V libro, la lode dell’uomo e dell’universo. 

Si veda, infine, Alberto Mello, il quale nel susseguirsi dei cinque libri riconosce delle preghiere, che, per il fatto di essere suggerite dallo Spirito, hanno la capacità di sostenere l’orante nelle varie fasi del suo cammino spirituale.

(Testo realizzato grazie ai materiali forniti da Ludwig Monti)

Salmi. Libro infinito

Si tratta, dunque, insieme di un libro di preghiera quale dialogo con se stessi e attesa di Dio; di una narrazione che dà voce alle diverse e talora contraddittorie e molteplici espressioni che costituiscono la vita di ognuno e di ognuna, dei singoli e dei popoli, ieri come oggi e domani; di un testo poetico, lirico che schiude, esprime e crea l’infinita ricchezza e i limiti dell’uomo e del mondo mentre ne indica, quasi ripetendolo, l’atto creatore. Attraversando, ascoltando e dando voce a questo Libro biblico accediamo dunque in modo più profondo al riconoscimento degli altri e di noi stessi e della immanenza-trascendenza che ci attraversa.