Martini, uomo di speranza

Martini, uomo di speranza

MARTINI, UOMO DI SPERANZA

Il cardinal Martini ha chiuso il suo cammino per andare incontro al Padre che ha sempre cercato nel suo pellegrinaggio terreno.

Con il suo magistero e con la sua testimonianza di vita Martini ha saputo “infiammare” tanti di amore per le sacre Scritture, destando cammini di speranza nella chiesa e nella società italiana.

Ci torna alla mente l’omaggio che il festival biblico gli ha dedicato  nella serata inaugurale dell’ottava edizione lo scorso 24 maggio quando nella Cattedrale di Vicenza Enzo Bianchi e Ferruccio De Bortoli intervennero sul tema “La speranza dalle Scritture: magistero di Parola e di testimonianza di Carlo Maria Martini”

E ci piace ricordarlo con le parole pronunciate da Enzo Bianchi  in quella occasione:

“Carlo Maria Martini ha mostrato soprattutto, da biblista, da gesuita, e poi da arcivescovo di Milano, la speranza, e non solo nella Chiesa locale e non solo all’interno della  Chiesa Cattolica ma anche nella società civile e per molti uomini né cristiani, né credenti. Grazie alla sua competenza scientifica, alla sua familiarità assidua con la Bibbia, ma soprattutto grazie alla sua fede capace di render conto della speranza che abita il cristiano.

Il cardinale Martini è stato percepito dai cristiani come il pastore audace che precede il gregge, che indica un orientamento, accompagna il viaggio, non solo confermando nella fede i fratelli, ma aprendo cammini di speranza contro le tentazioni del tornare indietro, della nostalgia per il passato, dell’arrestare quel movimento di esodo che la Chiesa ha intrapreso con il Concilio Vaticano II. E per i non credenti è stato un vescovo con lo stile contrassegnato dall’ascolto, da mitezza, da uno sguardo di simpatia, anche su quelli che non erano cristiani. Sapeva provare nei non cristiani quella ricerca faticosa di dare senso alla vita, quella ricerca faticosa di creare una convivenza migliore: per questo ha voluto la “cattedra dei non credenti”; per questo non ha voluto mai imporre nulla di ciò che è cristiano ma ne ha sempre fatto e soltanto una rispettosa proposizione a tutti, accettando il confronto, accettando anche la critica”.

 

Eleviamo il grazie riconoscente a Dio per questo uomo e pastore che ci è stato fratello e padre nella fede. Finché il Signore ci donerà uomini e donne di speranza  illuminati della Parola di Dio come è stato il cardinale Martini nelle pieghe difficili e contorte dell’oggi avremo la  certezza che “la lampada di Dio” non è ancora spenta in mezzo a noi (cfr 1Sam 3,3).

 

don Roberto Tommasi e don Ampelio Crema

per il Comitato del Festival Biblico



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