Natale: Ecco «l’intruso» del Mondo

Natale: Ecco «l’intruso» del Mondo

Camminava sull’acqua, riempiva le reti,
i pescatori lasciavano il mestiere per seguirlo.
A una festa di nozze mancò il vino e provvide.
E’ migliore dissero i commensali, sì è migliore
il vino che non costa spremitura
il pane fatto senza grano e forno
il pesce che da solo salta in barca.
Scatenava il gratis che appartiene alla grazia.
Veniva da un battesimo in acque di Giordano,
morì poco lontano sopra una trave a T
e quando un ferro gli trafisse il fianco
spillò acqua con sangue, come breccia di parto,
morì come sorgente.
Ecco l’intruso del mondo.        (Erri De Luca)  Arriva il Natale e, ancora una volta, sentiremo il racconto di una nascita che tiene con il fiato sospeso. Non c’era posto per loro (Luca 2,7), anche se il Bambino nasce ugualmente:l’intruso del mondo. Come sono intrusi troppi bambini, sia nei paesi poveri gravati dalla mortalità infantile, sia nei paesi ricchi fiaccati nella speranza per cui nemmeno li si mettono al mondo. Intrusi gli anziani, che sono peso; i giovani, privi di futuro; quelli di mezza età a casa dal lavoro, e nessuno li vuole. Può essere che ciascuno si viva come intruso, soprattutto se non si sente amato e di conseguenza ama poco e male, o non ama affatto: né se stesso, négli altri.La nascita di Gesù di Nazareth è la scommessa di Dio nei confronti del mondo, costi quel che costi; narra di Lui, del suo voler essere Padre mediante questo Figlio, che ci dona come fratello. Tutta l’esistenza del Cristo, dalla nascita nella stalla alla morte sulla croce, è racconto di un amore caparbio,testardo, fedele che più non si può. Non importa se lo percepiamo come intruso,Dio s’introduce nella storia di tutti e nelle storie personali; non perinvaderci, per imporre se stesso, solamente per ridare fiato alla speranza. E’così in tutta la Bibbia, nelle narrazioni delle Scritture dove Dio e l’uomo si raccontano nella gioia e nel dolore, nella fortuna e nelle avversità, nella vita e nella morte. Ecco pertanto l’augurio: il natale di questo Bimbo sia racconto che scalda il cuore, perché narra di noi e della possibilità di rinascere;non più intrusi e smarriti dentro l’esistenza, ma immersi nella vita con la semplicità e l’autenticità dei piccoli. Dario Vivian



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