Nuria Calduch-Benages, sarà la Sapienza a far baciare Giustizia e Pace

Nuria Calduch-Benages, sarà la Sapienza a far baciare Giustizia e Pace

«Giustizia e pace si baceranno, sì. Ma sarà la Sapienza, quella che viene da Dio, che le farà incontrare». Nuria Calduch-Benages , professoressa di Antico Testamento alla Pontificia Università Gregoriana e appartenente alle Missionarie Figlie della Sacra Famiglia di Nazareth , sarà tra le protagoniste più attese del Festival Biblico di Vicenza .   Ecco che cosa pensa sul tema della 12ma edizione.
Dal “fare giustizia” al “fare la pace”«Tante volte l’espressione “fare giustizia” si tramuta in concetti di lotta, di sopraffazione, di violenza prima di trasformarsi in Pace. La pace, invece, nasce dallo “Shalom”, dal benessere, dalla calma, dalla tranquillità». E dunque, l’incontro tra giustizia e pace non è così immediato: «Prima di arrivare a questo bacio, gli uomini hanno un lungo percorso da intraprendere. Ad aiutarli in questo c’è la Sapienza, figura descritta nell’Antico Testamento con tratti femminili, che vanno da quelli di una bambina a quelli di una sposa e di una madre: «La Sapienza è una figura che fa da ponte, è l’intermediaria tra il mondo umano e quello divino». Il brano che descrive la Sapienza nel capitolo 8 di Proverbi, che farà da filo conduttore all’evento “Donna Sapienza e la giustizia” di cui Nuria Calduch-Benages sarà protagonista, è una prosa poetica nella quale le immagini ricoprono un ruolo essenziale: «Illustrerò come la Sapienza possa aiutarci, anche nel mondo di oggi, a camminare verso la giustizia e la pace». Ma la Sapienza si incarna: «Il libro della Sapienza dice che la moltitudine dei saggi salverà il mondo».   Per far sì che la Sapienza antica attecchisca e cresca nel terreno dell’oggi, la professoressa Calduch-Benages offre tre suggerimenti :Il dialogo . Si parla tanto oggi di dialogo, ma forse non abbiamo ancora chiaro che cosa questo sia: «Per dialogare bisogna fare spazio all’altro, senza cercare di imporre il proprio punto di vista ma ascoltando, capendo, abbandonando premesse e pregiudizi».La dimensione universale della Sapienza . La Sapienza nel testo dell’Antico Testamento è scesa dal cielo e si è incarnata in Israele. Ma questo non significa che le altre nazioni e le altre tradizioni religiose ne siano escluse: «La Sapienza è destinata a tutta l’umanità. I libri sapienziali, per questo, si accostano molto all’uomo e alla donna di oggi, recuperando problematiche di tipo antropologico ed esistenziale che si aprono sul mondo».La Sapienza nel vissuto di ogni giorno . Perché giustizia e Pace si incontrino è fondamentale che la Sapienza non resti nel campo astratto della dissertazione teologica, filosofica o letteraria, ma agisca nel quotidiano: «I testi che parlano della Sapienza lo fanno perché il discepolo prenda posizione e impari i veri valori e le vere virtù, perché sappia fare silenzio e meditare, perché non opprima mai il povero, perché sia caritatevole con chi soffre». Solo così la Sapienza potrà farsi concreta e diventare il motore di una società più giusta e più pacifica.   Nella foto Nuria Calduch-Benages in un evento passato del Festival Biblico.



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