Parsi, in politica la pace non esiste, esiste l’ordine

Parsi, in politica la pace non esiste, esiste l’ordine

«Pace? Nella politica internazionale non esiste il concetto di pace. Esiste quello di ordine».Ha esordito così, con un’analisi concreta e disillusa, il professor Vittorio Emanuele Parsi , politologo, esperto di relazioni internazionali e docente dell’Università Cattolica di Milano , martedì 9 febbraio , ad “è festival” . Di fronte agli amici e sostenitori del Festival Biblico ,l’editorialista del Sole 24 ore e di Avvenire ha affrontato il tema dell’edizione 2016 “Giustizia e pace si baceranno” . Ecco come ha risposto ai grandi quesiti del presente.
Ordine internazionale o pace?«Definire la pace in termini empirici è un’impresa che fa tremare i polsi. Per questo si parla di ordine internazionale, che è meno della pace, è qualcosa che è una buona approssimazione». L’ordine internazionale ha però a che fare con l’anarchia del sistema per il professore: «Gli stati moderni non riconoscono autorità superiori – e non potrebbe essere diversamente perché a differenza di persone gli stati o sono sovrani o sono niente – per questo l’ordine si basa sul consenso degli attori maggiori, le grandi potenze. Ogni ordine internazionale si basa su accordi tra grandi potenze. Non c’è nessuna idea di giustizia in sé, ma un dato di fatto. Grandi azionisti trovano accordo perché il sistema sia ordinato. È un ordine lontanissimo dall’ idea di giustizia».  Non c’è ordine senza giustizia Ma in tutto questo dov’è la giustizia? «Ogni ordine deve fare i conti con qualche idea di giustizia. Se un ordine è platealmente ingiusto e basato sulla sopraffazione, quell’ordine è fragile e alla lunga debole. Violare i principi e i valori condivisi è molto costoso, basta ricordare l’enorme costo politico che gli Usa pagarono con la guerra in Iraq». La contestazione, secondo Parsi, non parte dai principi ma dall’efficacia. Non è infatti sui principi che è iniziata la grande crisi finanziaria del 2008, ma sull’efficacia del sistema: «La Cina ha alzato la sua contestazione facendo notare come gli occidentali non fossero più in grado di controllare la loro economia capitalista». Il venir meno della leadership occidentale sul mondo è un fatto destabilizzante, spiega: «L’ordine internazionale è frutto del potere della grandi potenze dell’ovest. Possiamo guardare a questa erosione in modi diversi… Come se vedessimo dall’esterno una popolazione di formiche, o con la consapevolezza che sono fenomeni di cui facciamo parte».   Un sistema più instabile?Si fanno strada potenze come Cina, India, Russia: «Siamo ancora nel campo del “già visto”. Sono potenze con una storia pregressa di sottomissione al sistema occidentale e una diversa concezione del mondo. Dopo 500 anni con un’Europa al centro del mondo “ci sta” dal punto di vista concettuale. Il problema è che altri costruiranno il nuovo sistema mondiale a loro immagine e somiglianza: la crisi delle borse dimostra che questo sistema sarà più instabile».   Si parla da più parti di terza guerra mondiale, stanno maturando le condizioni perché questo accada o scaramucce che non faranno deflagrare?«Io non amo l’espressione terza guerra mondiale – ha precisato Parsi – Per come usò l’ espressione il Papa, il suo ragionamento verte sul concetto di sfruttati e sfruttatori. Sta crescendo il conflitto in termini di ineguaglianza tra Stati e dentro gli Stati. Non c’è dubbio che il sistema capitalista si sia mangiato la democrazia in posti in cui la democrazia era affermata. Aumento della disuguaglianza.La condizione della classe media è peggiorata dagli anni ’70. Alle persone più giovani non dobbiamo spiegargli quanto sia difficile trovare lavoro o mettere su famiglia. Il capitalismo si è mangiato la democrazia e anche il mercato. Questo è più pericoloso del terrorismo: dopo la guerra mondiale, quando le persone avevano combattuto per una libertà in cui credevano, vennero fatte le leggi per i reduci perché potessero studiare, lavorare.Oggi parliamo di libertà di democrazia, pestiamo sul mortaio di identità occidentale, ma l’Identità occidentale è 400 euro di rimborso spese rinnovabile ogni sei mesi? Questo non può essere la declinazione ultima dell’ identità occidentale? Quindi è erosione dall’interno».



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