Puglisi tra Grasso e D’Avenia

Puglisi tra Grasso e D’Avenia

Santa Corona gremita e in trepidante attesa, questo pomeriggio, per quello che è stato sicuramente uno degli incontri clou del Festival Biblico , quello con il Presidente del Senato Piero Grasso e con lo scrittore Alessandro D’Avenia . Con loro anche Gigi Tellatin , referente di Libera Veneto , l’associazione contro tutte le mafie che ha collaborato alla realizzazione dell’evento. L’ex procuratore antimafia e l’autore del best-seller “Bianca come il latte, rossa come il sangue”  hanno portato un ricordo intenso, commovente e delicato di Padre Puglisi , ucciso dalla mafia e diventato Beato il 25 maggio scorso.   D’Avenia, ex allievo di Puglisi, dopo aver condiviso l’immagine del grande sorriso del parroco di Brancaccio e delle sue grandi orecchie “per ascoltare tutti”, ha spiegato, leggendo alcuni brani scritti da bambini, come per Puglisi, fosse importante riconoscersi figlio di un padre: “per lui non esisteva libertà senza essere figli, perché i bambini si fidano e tutti siamo figli di qualcuno e, quindi, di Dio”. Piero Grasso ha voluto sottolineare quanto il sacerdote fosse una persona straordinaria nella normalità. “È importante capire in che condizioni ha operato Don Puglisi, per capire davvero che cosa è riuscito a fare – ha spiegato il Presidente del Senato – in Sicilia si diceva che i comunisti erano peggio della mafia perché non credevano in Dio e mangiavano i bambini. Puglisi compiva la sua opera evangelica a Brancaccio in un periodo dove i ragazzi abitavano le strade lastricate di sangue e lui andava contro i mafiosi in maniera aperta e gli accusava apertamente di aver rovinato la società non facendo andare i bambini a scuola. Di qui a capire perché è stato ucciso il passo è breve. La mafia ha paura di chi parla apertamente perché ha bisogno del consenso della gente per agire – ha continuato poi – spesso la mafia, soprattutto in mancanza dello Stato, fa le sue funzioni, dà lavoro a chi deve sfamare i propri figli e chi deve sfamare i propri figli è disponibile anche ad andare incontro alla mafia. Puglisi   diceva sempre: è il Padre che deve essere nostro non Cosa”; era una persona normale che è diventata straordinaria. A Palermo capita di essere normali, morire e diventare beati”.



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