Ripartire – Itinerari per un’umanità ai confini di tutte le storie, con Marco Guzzi

Ripartire – Itinerari per un’umanità ai confini di tutte le storie, con Marco Guzzi

«Credo che prima di tutto dobbiamo capire di essere arrivati ad un punto di rottura. Manca ancora la consapevolezza dell’estrema situazione che l’umanità si trova a vivere. Papa Francesco l’ha ribadito nei suoi scritti: siamo al punto di rottura, serve una rivoluzione culturale globale perché il principio tecnocratico dominante sta distruggendo l’uomo e il mondo».

Marco Guzzi, poeta, filosofo e voce storica di Radio Rai, vede davanti a noi non «un’epoca di passaggio, ma un passaggio d’epoca». Ne parlerà giovedì 25 maggio al Festival Biblico in un intervento dal titolo “Ripartire – Itinerari per un’umanità ai confini di tutte le storie”. L’incontro si terrà alle 18.00 al Cortile Palazzo Barbarano – Contrà Porti, 11, a Vicenza.

Ripartire

«Dobbiamo capire cosa significa ripartire, da dove e verso dove. Sono domande radicali che l’umanità prima o poi sarà costretta a farsi». Non c’è però più tempo di aspettare: «La vertigine di questa crisi si sta manifestando in maniera sempre più evidente, dal punto di vista delle ingiustizie, dei flussi migratori e di una democrazia occidentale che non ha più una visione, ma si è ridotta a gestire dei poteri finanziari».

Crisi: sociale e personale

Non è solo la società ad essere malata: «Pochi parlano di quella crisi esistenziale che chi lavora con gli esseri umani, come me, incontra tutti i giorni. Mi arrivano continuamente lettere di persone sempre più giovani, ragazzi di 16 o 17 anni, che vivono questa crisi come una crisi di significato».

Evoluzione… e dramma

Ci aspettano sì tempi difficili, ma per Guzzi potranno contenere in sé anche il germe di una nuova umanità: «Dobbiamo essere consci dei processi in corso e favorirli nella direzione evolutiva. Gli uomini illuminati di tutti i tempi hanno sempre riconosciuto come i processi evolutivi nella terra sono sempre accompagnati da tragedie e drammi. Renè Girard, grande antropologo da poco scomparso, diceva che questo è sia il peggiore che il migliore dei tempi possibili. Sembra una contraddizione, ma è la caratteristica dei tempi apocalittici».

Tempi… come quelli di Gesù

«Quando Gesù nasce – continua Guzzi – la prima cosa che accade è la strage degli innocenti. Per un cristiano questo non è uno scandalo, ma la regola, che il mistero messianico ci ha mostrato una volta per tutte. La nuova umanità, che per i cristiani è Cristo, nasce perseguitata da Erode, compie la sua missione sul legno della Croce, nella peggiore condizione storica possibile».

Il sonno dell’Occidente

Sotto gli occhi di tutti l’incapacità del mondo affacciato sul Nord dell’Atlantico di dare risposte alle emergenze dell’oggi: «L’Occidente sembra non avere più una visione, e sì che l’Occidente cristiano ne ha sempre prodotte molte». Ma Guzzi è ottimista: «Non durerà a lungo: confido che lo Spirito soffia continuamente e quindi prima o poi rifiorirà. Anzi, sta già rifiorendo».

“I semi del nascente”

«Accanto ai drammi del ventesimo secolo, con totalitarismi, guerre mondiali, bombe atomiche, sono sorti i primi “semi del nascente”». Guzzi ce li elenca: «Le rivoluzioni epistemologiche sono i segni di una nuova umanità. La visione relativistica della fisica è una dilatazione spaventosa della conoscenza umana. Aggiungiamo l’arte e la poesia, che nel ‘900 sono andate a sondare nuove dimensioni dell’umanità, oltre l’autocoscienza razionale. L’emancipazione femminile ha fatto emergere risorse represse per secoli. Nei giovani c’è un’empatia molto maggiore, e al di là dei lati oscuri di Facebook e di Whatsapp, ci sentiamo parte di una rete. L’umano non è più un ente a sé stante».

“Darsi pace”

Marco Guzzi ha fondato un movimento, “Darsi Pace”, per portare avanti la “cultura del nascente”: «Viviamo un paradosso. La coscienza media è più avanti delle élite culturali e politiche.
È compito della nuova cultura che emerge dare voce ai “semi nascenti”, per contrastare la voce “morente” del mondo che dice che tutto sta andando a rotoli». Il sito del movimento è www.darsipace.it.



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