Rovigo città del Festival Biblico

Rovigo città del Festival Biblico

Dopo Verona e Padova, per il Decennale anche Rovigo diventa città del Festival!Grazie alla collaborazione con la diocesi di Adria -Rovigo , infatti, nei giorni del 23, 24 e 25 maggio 2014Rovigo aprirà strade, piazze e palazzi alla Parola e saranno molti gli eventi che si terranno sul tema “Le Scritture, Dio e l’uomo si raccontano”. Mostre e concerti, conferenze e meditazioni, visite guidate, spettacoli teatrali, stand librari e di associazioni, attività creative rivolte ai più giovani e degustazioni in piazza, permetteranno a tutti di trovare un proprio spazio per proporre e proporsi. “Dopo l’aggregazione di Padova e Verona quest’anno anche Rovigo vuole essere parte attiva del Festival Biblico, rivitalizzando alcune preziose radici della propria identità e cultura – spiega il Comitato Organizzatore di Rovigo. – Attraverso la valorizzazione di potenzialità, talora nascoste e a compartimenti stagni, di ricchezze umane, sociali, culturali, economiche, spesso sconosciute ai più, vogliamo offrire spunti di riflessione su possibili scenari futuri di sviluppo della terra polesana seguendo i valori più alti. Ecco perché abbiamo coinvolto tutte quelle realtà culturali, sociali, economiche e religiose che hanno mostrato il desiderio di mettersi in gioco e diventare protagonisti attivi, per fare di Rovigo un territorio che vuol mostrarsi qual è, al di fuori di stereotipi banali o riduttivi: ricco di storia, di bellezze artistiche e naturali uniche, di potenzialità culturali ancora da scoprire, sicuri che “la virtù rivoluzionaria della cultura può portare ad un rinnovamento sociale, economico e politico”, per parafrasare Adriano Olivetti”. “È nello status del Festival Biblico non essere proprietà di nessuno – spiega Don Roberto Tommasi- è nostra gioia e dovere condividere contributi, riflessioni, fantasia, creatività, opinioni e punti di vista con tutte le comunità o gruppi che vogliano farsi abbracciare dai valori della manifestazione, in una logica di Dono, di quel dare e ricevere che le Scritture ci insegnano ogni giorno”.



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