Sammy, i più grandi eventi sono le persone care

Sammy, i più grandi eventi sono le persone care

“I più grandi eventi sono le persone care che ci stanno intorno” .  È questa la frase che ha portato le oltre 300persone presenti all’evento di Sammy Basso- il diciannovenne vicentino affetto dalla rara malattia chiamata progeria- a pensare che quello a cui stavano assistendo non era un semplice incontro ma una “lezione” di vita che gli avrebbe fatti tornare a casa diversi da come erano arrivati. Sì, perché è con questa frase che Sammy Basso ha risposto al Festival Biblico a chi gli chiedeva come si affronta un evento come una malattia talmente rara da affliggere “solo” 100 persone in tutto il mondo. “Nel mio caso quello che mi è capitato è molto, ma questo è anche normale, il mondo è tanto più grande di noi – ha detto Sammy -Io cerco di accettare quello che si può accettare e quello che non si può accettare cerco di superarlo. Ma sono anche uno che va a prendersi le cose che vuole. Ecco, la mia vita è un po’ una commistione tra queste due dimensioni, tantissime cose mi hanno colpito, soprattutto in positivo e dobbiamo sempre ricordarci che i più grandi eventi sono le persone care che ci stanno intorno”.  Letteralmente attorniato da persone, tra cui moltissimi giovani, Sammy, rispondendo alle domande del team di Esplorificio7 del Festival Biblico ha trasmesso tutta la serenità di una persona consapevole e tutta l’allegria di una persona ottimista e gioiosa che ama davvero la vita. “Non mi sono mai chiesto ‘perché proprio a me’,è una domanda che non ha senso. Poteva capitare a chiunque. A parte gli impedimenti fisici io ha fatto e continuo a fare tantissime esperienze e non mi immaginerei mai diverso da quello che sono e questo anche grazie a miei genitori che mi hanno cresciuto nella piena consapevolezza. In molti mi chiedono come faccio ad esser ottimista e sereno. Io penso semplicemente che noi possiamo scegliere se vivere in modo bello o in modo brutto. La progeria non intacca minimamente la mia voglia di vivere e le mie relazioni . Quello che crea problemi sono solo i pregiudizi da una parte e dall’altra di solito”.  Tanti gli aneddoti raccontati dallo studente di fisica, dal suo grande viaggio in America con la troupe del National Geographic alla telefonata di papa Francesco. “Il viaggio in America è stato per me un sogno che si è realizzato, a partire dalla visita fatta agli indiani Navajo alla Monument Valley che mi hanno ribattezzato “l’uomo che viene da lontano e che ha ancora tanta strada da fare”. Da questo viaggio è nato un documentario e anche un libro dal titolo ‘Il Viaggio di Sammy’ . Tutto questa esposizione mediatica ha fatto sì che anche l’attività dell’associazione che abbiamo creato con i miei genitori (www.progeriaitalia.org)e che porta il mio nome abbia incrementato le attività. Per noi è molto importante perché prima che istituissimo questa realtà c’era un vuoto assoluto informativo sulla progeria. In Italia esistono solo 5 casi, nel mondo 100 e tra le cose che riusciamo a fare con i fondi che riceviamo – che vanno tutti a finanziare la ricerca – c’è quella di mettere in rete le competenze dei dottori di tutto il mondo, in modo da ottimizzare la ricerca e le informazioni e evitare inutili perdite di tempo con studi doppioni”. Il ragazzo ride poi ricordando il giorno che papa Francesco l’ha chiamato: “Ha telefonato di mattina, ma io ero all’università e ha risposto mia mamma e a lei ha detto che avrebbe richiamato in un altro momento sperando di non disturbare. Quando sono tornato a casa ogni volta che squillava il telefono mi veniva un infarto multiplo – scherza Sammy – quando ci siamo parlati mi è sembrato di ascoltare un amico che era seriamente interessato a sapere come stavo, come mi sentivo. È una persona molto umile”. Sammy parla anche della sua fede: “ho sempre un Vangelo nello zaino quando parto, è lì che si trova la verità perché è un messaggio di amore e di uguaglianza, ecco perché questo messaggio è anche per i non credenti, perché è un messaggio che vale per tutti. Per me Gesù è un compagno di viaggio, un fratello, perché ha sottolineato che siamo tutti una grande famiglia ed è anche una guida, perché in lui si trovano i significati più profondi. E poi pensiamoci, non può essere tutto così bello ed essere capitato a caso.” E infine, anche un pensiero sui giovani e l’attualità: “Non sono d’accordo quando si dice che i giovani non hanno voglia di fare, per me è vero il contrario. I giovani sono il futuro e hanno la possibilità di cambiare le cose. Devono trovare l’entusiasmo anche in questi momenti di buio perché se ci facciamo influenzare dal negativo poi diventiamo portatori di negatività e invece le cose possono sempre cambiare in bene”.



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