Un bilancio che guarda avanti

Un bilancio che guarda avanti

La lettura di un festival passa anche attraverso i numeri. Ecco quindi una pagella numerica e qualitativa del Festival Biblico che si presenta a fine 2012 con un bilancio più che positivo ma con nuove sfide sul campo.

Il percorso nel territorio: 14 città coinvolte, con l’esordio di Verona_ Nell’edizione 2012 il Festival, pur mantenendo il quartier generale a Vicenza, ha coinvolto per la prima volta la città di Verona con straordinari riscontri in termini di numeri ed entusiasmo. In una decina di incontri si sono registrate circa 3.500 presenze con più di qualche “tutto esaurito”.

Complessivamente, nel 2012, sono state 14 le città attraversate dai 150 appuntamenti proposti, in un percorso anticipato da due “anteprime” ufficiali (il 21 marzo, con un reading poetico-musicale condotto da p. Ermes Ronchi al Santuario di Monte Berico, e il 2 maggio, con un concerto al Teatro Olimpico con protagonista il Teatro Armonico diretto da Margherita Dalla Vecchia) con stime che riportano oltre 40 mila presenze complessive, un dato che va a rafforzare quel trend di costante crescita che si registra edizione dopo edizione.

L’incremento dei partecipanti si è registrato diffusamente in tutte le località, anche quelle toccate dagli appuntamenti di avvicinamento alle “giornate vicentine”, segno evidente che anche nei piccoli centri l’interesse del pubblico è elevato.

Effetto Festival: una fidelizzazione duratura_Più che una manifestazione il Festival, si conferma il  progetto culturale di una comunità che attorno alla Bibbia ha saputo mettersi assieme valorizzando le competenze, le disponibilità o il contenuto di tutti gli attori in gioco. Abbiamo valutato che oltre il 90% dei soggetti coinvolti rimane parte integrante del progetto anche nelle edizioni a seguire. La “fidelizzazione” delle imprese ci permette di riuscire a proseguire l’esperienza mantenendo alta la quantità e la qualità di proposte ma altrettanto importante è la fidelizzazione del che, superando la diffidenza dei primi anni, ora prende l’iniziativa nel cercare il festival attraverso i contatti con la segreteria o la visita al sito web.

Altrettanto importante risulta il dato relativo ai media: sono ben 33 le testate giornalistiche locali e nazionali che hanno condiviso il progetto con media-partner, caso unico in Italia. A proposito di comunicazione, il 2012 è stato un anno in cui abbiamo scelto di migliorare la funzionalità del web, rendendolo più fruibile e aggiornato in tempo reale anche nei giorni della manifestazione.

Abbiamo puntato sulla stampa locale con un ulteriore rafforzamento – in fase promozionale – di nuovi inserti nelle testate locali mentre a livello televisivo si sono moltiplicati gli speciali dedicati alla manifestazione e molti di questi sono finiti on line, consultabili sul web, a disposizione, quindi di un pubblico ben più ampio di quello che si è potuto registrare agli incontri.

Verso il decennale: nuove sfide e nuovi traguardi!_ La progressiva crescita registrata negli ultimi anni, seppur positiva, non è esente da alcune sfide che andranno affrontate il prima possibile.  La prima è l’allargamento territoriale del Festival su più sedi: ormai sono quasi 200 i soggetti coinvolti nel festival tra realtà ecclesiali, laiche, istituzionali o economiche e questo richiede ora un rafforzamento maggiore nel coordinamento generale. Inoltre il tutto esaurito di molti appuntamenti  impone la necessità di trovare nuove soluzioni per spazi sempre più ampi: location all’aperto, tensostrutture oppure un diverso sistema di pre-registrazione per gli appuntamenti più significativi. Infine si rende sempre più necessaria, vista l’aspetto internazionale della manifestazione, di organizzarsi con un servizio di traduzione simultanea.

Ricordiamo in chiusura che è già iniziato il percorso di avvicinamento all’edizione 2014, la decima della manifestazione. Un’edizione che si vorrebbe fosse rappresentativa dei primi dieci anni del Festival Biblico e, contemporaneamente, “segnasse la traccia” dello sviluppo successivo della proposta culturale. Ma su questo, un po’ di suspense la lasciamo a tutti.



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