Da un Islam in Italia a un Islam italiano: ultimo episodio di Credo

Ultimo episodio per il podcast Credo che, nel corso di cinque puntate, ha proposto un viaggio tra i racconti, le esperienze e le voci di trenta-quarantenni appartenenti ad alcuni delle confessioni a oggi più numerose del nostro paese: cattolici, ortodossi romeni, valdesi, ebrei e, infine, in questo episodio, musulmani.

 

 

«Il musulmano italiano è una persona che si riconosce nella sua italianità ma, allo stesso tempo, riconosce la sua diversità nella religione». Secondo una classificazione per culto, i musulmani sono più del 33 % degli stranieri presenti nel nostro Paese. Spesso sono di seconda generazione, legati alle tradizioni d’origine, ma si «riconoscono nelle istituzioni italiane e parlano italiano con i coetanei e alla società», dice Abderrazzak Lemkhannet, 31 anni, coordinatore della moschea di Piacenza e membro del direttivo dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia, individuato come leader di questa puntata.

«Arriva sempre il velo prima di me», dice invece Marwa Mahmoud, consigliera comunale di Reggio Emilia, per rappresentare lo sforzo di dare un’immagine corretta della propria fede, la lotta ai pregiudizi e alle paure, e soprattutto la ricerca di un’intesa e di riconoscimenti da parte dello Stato italiano. Queste sono alcune delle sfide che giovani come lei e come Youness Warhou, tra i fondatori del movimento Italiani senza identità, hanno scelto di affrontare, costruendo ponti tra i precetti della fede e i valori della Costituzione.

 

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