Un mini-viaggio tra le proposte di spettacolo del Festival a Vicenza

Un mini-viaggio tra le proposte di spettacolo del Festival a Vicenza

Interpretazione, valorizzazione e partecipazione . Sono queste le chiavi di lettura della programmazione artistica di spettacolodel Festival Biblico 2016per la città di Vicenza : articolata in soli sei eventi – alcuni dei quali con più repliche – ma capace di abbracciare più arti performative e generi diversi tra loro. Il calendario copre tutte le giornate di festival e corrisponde allo spirito di animazione, riflessione e interculturalità della kermesse sulle sacre Scritture, declinando fedelmente il tema dell’edizione: “Giustizia e Pace si baceranno”.

Alla danzail compito di interpretare il tema dell’edizione, con performance coreografiche che cattureranno l’occhio ed il pensiero anche del pubblico “di passaggio”, grazie al palcoscenico a cielo aperto tra le colonne di Piazza dei Signori. E nell’individuare il movimento del corpo accompagnato dalla musica quale strumento di comunicazione, il Festival ha scelto di valorizzare una realtà locale più nota in altri prestigiosi palcoscenici che in quello di Vicenza, la Compagnia Naturalis Labor. “ORO D’ORE. Echi di un presente a venire”il titolo del loro spettacolo, per cinque danzatori e la regia di Silvia Bertoncelli .

L’evento di maggior rilievo nel programma di spettacolo è nel segno del dialogo interculturale: il Festival Biblico ha il piacere di ospitare l’Orchestra di Piazza Vittoriocon una delle prime date italiane dell’oratorio interreligioso “Credo” . In tempi di estremismi religiosi e conflitti culturali, ma anche di crisi d’identità collettive e individuali, il Festival ha trovato perfetta assonanza nella proposta dell’Orchestra di Piazza Vittorio di ripartire dalla musica e da un messaggio semplice ma forte e capace di parlare a tutti. Interculturalità concreta grazie ai nove eccellenti musicisti di diversa estrazione e credo religioso, e grazie a musiche e strumenti di tradizioni lontane tra loro: un concerto di piazza che sia anche partecipazione e integrazione.

Teatro e musica, sorrisi e lacrime, spettacolo e riflessione si mescolano in “Brundibar – Il suonatore di organetto” , con una recita dedicata al pubblico delle scuole, il sabato mattina, ed una a quello delle famiglie, il pomeriggio. Ma non si tratta di uno spettacolo solo per i più piccoli. Perché se è vero che il “Brundibar” di Hans Krasa e Adolf Hoffmeister è un’opera musicale basata su una storia per bambini e interpretata da bambini e ragazzi, è anche vero che il contenuto è fortemente metaforico e che le vicende in cui l’opera è nata ed è giunta a noi l’hanno definitivamente consegnata alla memoria ed al tema sempre attuale della Giustizia e della Pace. Basti ricordare che l’autore delle musiche, il primo regista e tutto il cast di bambini morirono nel 1945 ad Auschwitz dopo aver allestito ed eseguito l’opera per due anni al campo di concentramento di Theresienstadt, dove erano rinchiusi. Sul palcoscenico del Teatro San Marco, solisti, coro di voci bianche e orchestra delle Scuole Musicali “Jan Novák” e “Riccardo Zandonai” di Rovereto e della Vallagarina(direzione musicale di Klaus Manfrini, regia di Michele Comite), già ospiti due anni fa del Festival Biblico con “Noye’s Fludde” di B. Britten e capaci di declinare l’attività didattico-artistica anche in una direzione storica e valoriale.

Un felice ritorno nella programmazione è anche quello del maestro Enrico de Angelis , giornalista, storico della canzone e direttore artistico del Club Tenco . I suoi commenti ed i suoi racconti faranno da intervallo e da sfondo ad un sabato sera dedicato alla musica leggera: “Mille papaveri rossi”il deandreiano titolo del reading-concerto. Dieci voci femminili accompagnate da una band sono chiamate ad interpretare alcune tra le più belle canzoni italiane che, da diverse angolature, trattano in parole e musica il tema della Pace.La programmazione artistica di spettacolo del Festival Biblico 2016 sceglie appositamente formule vicine ma alternative a quella del tradizionale concerto, di cui l’offerta culturale vicentina è già ricca. Così, mentre il cartellone del sabato si chiude con un reading-concerto, il programma domenicale si apre con una conversazione-concerto a cura del musicista e intellettuale Filippo Faes . Perché la musica, i suoi autori e le loro storie, anche di molti anni addietro, hanno molto da raccontare ed insegnare all’uomo del presente, sull’oggi e sul domani. Al pianoforte, ma anche attraverso un racconto di immagini e parole, in dialogo con il teologo Martino Signoretto, il maestro Faes propone di confrontarsi su “La terza via dell’arte: un modello di sviluppo giusto” : una conversazione condivisa col pubblico, alla scoperta dei sorprendenti “avvertimenti” inviatici da poeti e musicisti romantici prima dell’affermarsi di quel modello di sviluppo che ha definitivamente allontanato Giustizia e Pace dall’orizzonte umano.

La partecipazione del pubblico e l’interpretazione del tema hanno il loro coronamento nella realizzazione di “Partire è un po’ morire?” , un’esperienza dalla parte di chi fugge di chi assiste diventata uno spettacolo radioguidato a cura del Centro di produzione teatrale La Piccionaia. Lo spettacolo parte dal tema degli stereotipi e dei pregiudizi, portando gli spettatori a sperimentare direttamente come il gruppo possa influenzare relazioni e comportamenti, fino al conflitto, la violenza e l’emarginazione. Lo spettatore si trova a decidere personalmente se attivarsi e reagire, oppure se subire ed adeguarsi. Una proposta teatrale che nasce dalla lunga esperienza di palcoscenico unita ad una altrettanto approfondita esperienza di conduzione di laboratori teatrali con i giovani da parte di Carlo Presotto(autore dei testi assieme a Diego Dalla Via ), che con lo strumento della radioguida, messa a punto del progetto di sperimentazione Silent Play, propone una innovativa modalità di rapporto tra attori e spettatori, integrando azioni fisiche e voci registrate, colonna sonora e musica dal vivo.

Nella foto l’Orchestra di Piazza Vittorio.



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