Un ‘serpentone’ di fede e libertà

Un ‘serpentone’ di fede e libertà

Grande festa delle famiglie a Parco Querini, ieri: un’intera giornata dedicata a giochi, laboratori, animazioni per vivere un sabato all’insegna di fede e libertà.  Tantissimi i bambini che hanno affollato il parco di via Ridolfi in una giornata baciata dal sole e dal caldo. Un sabato intero vissuto attorno ad un racconto biblico, quello noto a tutti del Paradiso Terrestre, con serpenti ammaliatori e frutti proibiti.  (Gen 3,1-5) Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: “E’ vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di alcun albero del giardino?”. Rispose la donna al serpente: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”. Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male”.
Il serpente è definito la più astuta delle bestie selvatiche perché capace di avvicinarsi silenziosamente per avvolgere la preda, di acquattarsi sulle piante e confondersi con i rami, di ammaliare la preda coi suoi movimenti. Il serpente insinua ad Eva il dubbio che Dio voglia impedire la libertà dell’uomo e della donna, presentandolo come un  bugiardo, un invidioso, un oppressore.
Spesso nella vita ci capita di ascoltare voci che vogliono consigliarci o condizionarci nel nostro agire e nelle relazioni con gli altri. Si tratta di capire quali sono le voci che ci aiutano a fare scelte autentiche di libertà e quali invece ci portano a fare scelte negative: ascoltando le voci che ingannano, finiamo per mangiare frutti che fanno male a noi e agli altri; ascoltando invece le voci che ci vogliono liberi e felici mangiamo frutti buoni, che fanno stare bene tutti …



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