Una lacrima mi ha salvato. La straordinaria storia di A.Lieby

Una lacrima mi ha salvato. La straordinaria storia di A.Lieby

Trasportata d’urgenza all’ospedale di Strasburgo per un malore, Angèle Lieby inizia ad avere difficoltà a esprimersi, poi perde conoscenza. Viene posta in coma farmacologico per essere intubata. Dopo quattro giorni, non si sveglia ancora, ma Angèle è cosciente e soffre senza poter reagire. Per il personale medico, viene considerata morta. Ma ecco che accade un miracolo: una lacrima. Il 25 luglio, giorno dell’anniversario di matrimonio, la figlia di Angèle s’accorge che una lacrima le scende dagli occhi; avverte il personale medico, che le risponde che è impossibile. Poi la donna muove leggermente il mignolo. Inizia allora un lungo periodo di riabilitazione, che dura quasi un anno. Si tratta di un caso eccezionale per la scienza: la sua malattia è la sindrome di Bickerstaff, può scatenarsi dopo una comunissima infezione, come ad esempio una rinofaringite. «I medici stavano per staccare la spina, ma io ero viva e sentivo tutto», racconta. La vera storia di Angèle Lieby arriva al Festival Biblico narrata dalla protagonista stessa che, sabato 31 maggio alle 10.30 al Palazzo delle Opere Sociali, presenta il libro tratto da questa esperienza ‘Una Lacrima mi ha salvato’. Con lei, il giornalista Antonio Rizzolo. L’evento è realizzato in collaborazione con Fondazione Zoè e Credere e sarà tradotto in Lis per non udenti.



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