Una riflessione sulla Pace di Roberto Tommasi, presidente del Festival Biblico

Una riflessione sulla Pace di Roberto Tommasi, presidente del Festival Biblico

Tra poco scopriremo tutto il programma dettagliato dell’edizione 2016 del Festival Biblico. Fondamentale, per la comprensione degli eventi, anche un’approfondimento sul Tema.   Vi proponiamno, quindi, l’attenta e puntuale riflessione di mons. Roberto Tommasi , co-presidente del Festival Biblico , pubblicata anche da ‘La Voce dei Berici’ .
“Siamo tutti consapevoli di come sia in atto una grave recrudescenza della violenza e dell’odio che si manifesta nelle stragi terroristiche che tanto ci preoccupano e nei molteplici conflitti che insanguinano vasta parte della nostra Terra seminando dolore e paura. Un fenomeno che fa parlare alcuni, tra cui il papa, di una “terza guerra mondiale a pezzi” . Anche di fronte a questo scenario Francesco ha voluto il Giubileo della Misericordia che stiamo vivendo e che dovrebbe comunicare l’essenziale dell’evento cristiano, ossia quell’energia di perdono e riconciliazione che il Dio-Amore dona e suscita fra gli uomini e i popoli.Questi due eventi sono alla base della scelta del tema della dodicesima edizione del Festival Biblico: “Giustizia e pace si baceranno” che intende essere l’occasione per metterci in ascolto delle Sacre Scritture interrogandole a partire dalle grandi domande del nostro tempo e della nostra vita .  Il Festival sarà un’occasione per comprendere più profondamente come secondo le Scritture la Pace, lo “shalom”, sia una esperienza integrale di tutto l’uomo/donna e di tutta l’umanità, un’esperienza di pienezza di vita. La Bibbia ci ricorda continuamente che non c’è pace senza giustizia e non c’è giustizia senza perdono, ossia che vi è un legame inscindibile tra pace e misericordia. Nella pace come esperienza di pienezza si stagliano un polo personale e uno sociale e politico; una dimensione fragile ma reale che riguarda l’impegno presente misurato con la sua memoria ferita e un’altra, escatologica, che riguarda il suo compimento futuro; un’istanza per cui essa è anzitutto dono di Dio e quella per la quale ha a che fare con l’impegno dell’uomo che non è però capace di realizzarla totalmente da sé. Tutto ciò genera in noi una responsabilità etica: la responsabilità condivisa con tutti gli uomini e le donne per la custodia – soprattutto nei più deboli e in chi patisce a causa del male – dell’umano comune . L’ascolto della Bibbia ci mette così in grado di percorrere cammini di pace e di impegnarci per un mondo “casa comune” dove la pace sia via via più forte della violenza. E ci fa capire che questi cammini non hanno quaggiù una meta definitivamente raggiungibile, ma aprono una possibilità che, per la vittoria Gesù Cristo – la misericordia di Dio fatta carne – sul male e sulla morte, diviene effettiva nel tempo e apre un percorso dove partecipando alla sua lotta radicale contro il male e la morte potremo prenderci cura della nostra umanità umiliata in noi e in ogni altro”.  Roberto Tommasi, co-presidente del Festival Biblico.



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