Violenza e misericordia nell’Antico Testamento. Il 27 maggio ce le spiega Federico Giuntoli.

Violenza e misericordia nell’Antico Testamento. Il 27 maggio ce le spiega Federico Giuntoli.

Contestualizzare le pagine più crude dell’Antico Testamento alla scoperta di un Dio poliedrico ma sempre misericordioso. In un Festival Biblicoche ha al centro il tema della Pace, c’è spazio anche per parlare della “violenza” attribuita a Dio tra l’Antico e il Nuovo Testamento . Le pagine più crude del testo biblico, quelle che si riferiscono al “Signore degli Eserciti” che guida Israele tra gli orrori della guerra, possono a volte disturbare il lettore di oggi. Federico Giuntoli , professore invitato di esegesi dell’Antico Testamento alla Pontificia Università Urbaniana e al Pontificio Istituto Biblico di Roma , sarà presente al Festival Biblico di Vicenza venerdì 27 maggioal Palazzo delle Opere Socialialle 16.00 per contestualizzare questa “violenza” di Dio nelle varie epoche storiche.

«Era costume associare al popolo vittorioso in guerra un dio violento – anticipa Giuntoli- più violento era questo dio, più schiacciante era la vittoria del suo popolo, viceversa, se un popolo perdeva era perché il suo dio non lo aveva assistito. Ma questi testi, risalenti all’ottavo e al settimo secolo a.C. sono in un contesto letterario molto diverso dal nostro».

La violenza del tempo

Ma questa “violenza” di Dio non si limita a quella delle guerre o delle stragi: «L’uomo può sperimentare ancora oggi questa “violenza” di Dio attraverso la dimensione del tempo. L’uomo sa che occorre tempo perché le situazioni più difficili possano risolversi: per questo se la prende con Dio, perché vorrebbe che tutto si risolva subito. Il tempo è uno dei numerosi luoghi in cui l’uomo sperimenta la violenza di Dio». Ma Dio non è sadico: «Vuole che l’uomo possa maturare: è un cammino quello che Dio fa fare all’umanità. Dio nutre la speranza che l’uomo, con i suoi tempi, accolga la sua pedagogia». Ed in questo insegnamento Dio è sempre a fianco dell’uomo. È un cliché che questa “violenza” di Dio si limiti all’Antico Testamento: «Oltre ad alcuni passaggi dell’epistolario paolino, vediamo come Gesù nel tempio si sia scagliato contro i mercanti. Giovanni ci mostra bene come questa “violenza” non sia dettata da uno scatto d’ira, ma sia un’azione premeditata: Gesù si prende del tempo per fare una frusta, allacciando personalmente i nodi di una cordicella. Ma questa violenza non è mai fine a se stessa, serve sempre a far maturare l’uomo recalcitrante» .

La misericordia nascosta

Allo stesso modo, non tutto l’Antico Testamento è permeato di “violenza”: «Nei libri sapienziali e in molti profeti Dio ha “viscere di misericordia” per l’uomo. È un Dio compassionevole e materno: sono immagini poco note nell’Oriente antico, dove Dio ha immagini guerreggianti». In fondo questa “violenza” biblica non è che un primo, a volte doloroso, passo in un percorso che conduce alla misericordia: «A volte questa violenza è uno schiaffo che permette di cambiare lo sguardo dell’uomo. Un genitore non gode nel punire il figlio, ma può servire un po’ di severità per farlo crescere.

Un Dio con più volti

Nonostante questa spiegazione, per un credente rimane difficile accettare pienamente alcune pagine in cui Dio viene descritto come vendicativo e responsabile di guerre e conflitti. Federico Giuntoli però nota: «Mi viene in mente il titolo di un famoso saggio di Von Balthasar: “La verità è sinfonica”. Non è una monodia: Dio ha più volti perché la realtà stessa è poliedrica. Un Dio con un solo volto sarebbe un dio completamente appiattito. Ma Dio si manifesta in modo molteplice perché il reale è molteplice, anche il lettore – lo stesso lettore – è molteplice. C’è un Dio misericordioso e un Dio violento, in unione e in complementarietà. Come una madre: è sempre la stessa persona, sia mentre si mostra amorevole che mentre rimprovera».

Nella foto Federico Giuntoli.



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