Welfare e Relazioni, Johnny Dotti al Centro Culturale San Paolo

A maggio sarà al Festival Biblico in tandem con il sociologo Mauro Magatti , ma per chi volesse conoscere con un pò di anticipo Johnny Dotti , imprenditore socialee pedagogista per vocazione , una ghiotta occasione ce la offre il Centro Culturale San Paolo che, martedì 15 marzo alle 20.30 ,ospiterà l’eventopromosso da Senza Etichettadal titolo “Per una comunità buona e giusta – dalla società dei servizi alla società delle relazioni”.   Dotti, promotore di un welfare pensato come relazione e cura dell’altro e non come servizio, sarà a Vicenzaper presentare il suo libro “Buono è giusto – il welfare che costruiremo insieme” , scritto a 4 mani con il giornalista Maurizio Regosa . Ma non c’è da aspettarsi una presentazione classica, perché l’incontro sarà l’occasione per l’ascolto di varie esperienze e per un confronto generativo di idee che potranno portare, chi parteciperà, a pensare, “il giorno dopo”, a qualcosa di diverso: nella propria vita, nella propria attività, nella comunità di riferimento (piccola o grande che sia). E il titolo dell’evento profuma sicuramente di speranza.Una speranza che Dotti, il 15 sera dividerà con tanti altri ospiti a partire proprio dalle parole, spunti e riflessioni contenute nel libro.  Con lui infatti ci saranno: il presidente di IPAB Vicenza Lucio Turrasul focus “Assistenza/Responsabilità – Per una nuova politica dell’assistenza” ; il vicepresidente nazionale AIDP Luca Vignaga , per “Organizzare/Valorizzare – Le persone e il lavoro” ; la segretaria Femca Cisl Vicenza Roberta Zolin , per “Sindacare/Rappresentare – Il sindacato del futuro: come ri-costruire le relazioni per associare e rappresentare il lavoro” ; il presidente di 81SIM Matteo Cavalcante , per “Finanza/Finanziare – La responsabilità della ricchezza” ; il neolaureato Giacomo Possamaiper “Partire/Restare – Il futuro individuale e quello della propria comunità”e, infine, il dirigente scolastico del “Liceo Brocchi” di Bassano Gianni Zen , per “Nozioni/Esperienze – La scuola per il domani…” Un gruppo di persone che operano “sul campo” e che hanno sicuramente qualcosa da dire in merito e lo faranno con la vivacità di un gioco di squadra, in un contesto informale e conviviale dove tutti i partecipanti diventeranno protagonisti.  Per chi si fosse incuriosito, l’evento è a partecipazione libera ed è sufficiente registrarsi su: https://buonoegiustovicenza15marzo2016.eventbrite.it   “L’idea che si è sviluppata è che tutti possono fare quello che vogliono, pensando alla felicità come un fattore individuale: la capacità di rispondere ai propri piaceri che cambiano continuamente – anticipa Johnny Dotti intervistato al telefono- ma allora non c’è benessere, ma solo consumo. La vera felicità sta nel legame sociale. Ereditiamo dal ‘900 grandi conquiste, e il welfare è una di queste. Un welfare come il nostro esiste solo in Europa, come sforzo per evitare le spire del liberismo estremo senza cadere nelle rigidità del comunismo. Ma il welfare di ieri è adatto, per l’appunto, al mondo di ieri – continua l’imprenditore- La società del ‘900 era economicamente fordista, sia con la produzione in fabbrica che nei servizi, con un sistema democratico di rappresentanza che con la fiscalità redistribuiva il benessere. Ma già con la caduta del muro di Berlino e con la globalizzazione questo schema non è più applicabile. Il welfare non sarà più una serie di servizi erogati e – conclude poi- dovremo pensare a forme di convivenza per cui tutti diventeranno nella loro vita, a fasi alterne o contemporaneamente, produttori e fruitori di un servizio. Altrimenti viviamo solo di rendite, economiche e ideali, che si stanno esaurendo”. Per Dotti il welfare non è un servizio, ma semmai una prospettiva, un modo di abitare insieme questa nostra società. Come scrive nel suo libro, “è il cuore stesso della cittadinanza, è un modo di stare nella relazione”.



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