con Edoardo Camurri (filosofo e scrittore), mons. Riccardo Battocchio (vescovo Diocesi di Vittorio Veneto, teologo)
Modera don Alessio Magoga
Introduce Elena Casagrande
A seguire aperitivo
In collaborazione con: La Chiave di Sophia
Si ringrazia: Fondazione Dina Orsi-L’Azione, Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, Sergio Dugone
Prenotazione consigliata su Eventbrite
Il limite ha una natura duale: è al tempo stesso chiusura e apertura, vincolo e possibilità, fine e soglia. Ogni limite, se riconosciuto, può diventare porta, passaggio, invito a guardare oltre. È proprio l’esperienza del limite che apre al desiderio, alla creatività, alla tensione verso un compimento che non si possiede. Come ha scritto Simone Weil: “Il limite è la forma dell’attesa.” Il limite ci definisce, ma non ci chiude. Ci orienta. Fa emergere ciò che conta davvero. È dentro l’esperienza della finitezza che possiamo domandarci chi siamo, cosa desideriamo, dove vogliamo andare. Il limite diventa così luogo generativo: apre alla ricerca, al pensiero, alla fede. Senza limite non c’è domanda, non c’è tensione, non c’è narrazione. In un tempo che idolatra l’infinito e la performance, riscoprire il limite è un atto filosofico e spirituale insieme. È riconoscere che l’umano non si misura dalla potenza, ma dalla capacità di dare senso al proprio essere finito. E che nel limite può nascere una nuova forma di libertà, non individualistica, ma relazionale, responsabile, abitata.