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Incontro con l'autore

Con la testa sott’acqua

con Cristina Chiuso (ex-nuotatrice)

In caso di pioggia: Oratorio del Gonfalone – piazza Duomo, 4

In collaborazione con: Libreria Traverso

In questo libro Cristina Chiuso guarda e considera il mondo dalla parte di chi nuota. Ha dedicato la vita al nuoto prima come atleta gareggiava stile libero, 50, 100, 200 m e staffette, sia in vasca lunga che in vasca corta, ha conquistato titoli e medaglie ma non nelle 4 Olimpiadi a cui ha partecipato, poi come insegnante e giornalista. Si parla anche di storia, di psicologia, di aneddoti di campioni e campionesse. Nel capitolo dedicato al “Nuoto selvaggio” si parla di altri limiti: “Ho sempre pensato che uno dei grandi limiti del nuoto fosse la necessità di avere una piscina, ma se il nuoto tornasse ad appropriarsi della natura nella quale è nato? Se potessimo di nuovo popolare con rispetto fiumi, ruscelli e torrenti?”. Prima di ogni competizione, faceva fatica a prendere sonno, la voglia di gareggiare e superare i propri limiti, dopo tante ore di allenamenti, la teneva sveglia. Le unghie lunghissime, e blu, sono state la sua caratteristica fin dai primi anni Novanta, sempre al centro degli obiettivi dei fotografi. Gli atleti conoscono solo due velocità nel nuoto: velocissimo o pianissimo. I “limiti” non sono ostacoli insormontabili, ma come confini mentali e fisici da spostare continuamente, gestendo al contempo le pressioni psicologiche dell’alto livello. Il limite nello sport non è una barriera definitiva, ma un punto di partenza per ridefinire la propria forza di volontà.

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