con fr. Alessandro Coniglio (O.FM., biblista, docente Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme)
Conduce Alberto Guasco
In collaborazione con: Fondazione Homo Viator – San Teobaldo
In caso di pioggia: Chiesa di Santo Stefano -– contrà S. Stefano, 6
Davide si presenta come un personaggio ambivalente nella Bibbia. Viene unto re in segreto, pur essendo l’ultimo dei suoi fratelli, vive la persecuzione di Saul, nonostante la sua innocenza, e riesce a prendere il potere per una serie di circostanze provvidenziali, senza essere responsabile diretto della fine di Saul. Ma ecco che, giunto al potere, la sua vita sembra progressivamente degenerare: il peccato con Betsabea e la morte di Uria, fino a una vecchiaia in cui è incapace di gestire le lotte fratricide dei suoi figli e gli attentati al suo potere, dopo la poca fede dimostrata nel fare il censimento del popolo. Eppure, lo stesso storico deuteronomista, che non ha nascosto le debolezze di Davide, usa la conformità al modello davidico come metro di valutazione di tutti i re di Giuda successivi. E nel resto della Bibbia Davide appare sempre come il paradigma del messianismo a venire, come dimostra l’attesa di un nuovo Davide per i tempi escatologici. Cercheremo insieme di comprendere la logica di questa dinamica che può sembrare contraddittoria e proveremo a darne una lettura teologica.