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Dialogo

Il limite nella tradizione greca e biblica

Letture filosofiche sul tema del limite nella tradizione greca e in quella biblica

con Alma Massaro, Nicolò Germano, Roberto Celada Ballanti, Simona Langella (docenti Università di Genova), Emanuele Pili (docente Università di Perugia)

Modera Elisabetta Colagrossi

L’uomo europeo e occidentale nomina il limite a partire dalla sua provenienza, che è greca, certo, ma altrettanto biblica. È la Bibbia la sintassi con cui noi parliamo e facciamo esperienza del limite. Certo, familiare al limite è l’uomo greco, che sin dal frontone del Tempio di Delfi invitava a non eccedere, a rispettare il proprio limite, alla giusta misura. Ma è dall’uomo biblico, da Abramo, Mosè, Giobbe, e poi dal Nuova Testamento, dalle Lettere di Paolo, che abbiamo appreso a nominare il limite umano di fronte al male, di fronte al nulla, di fronte alla possibilità sempre incombente di perdere sé stessi. Nel tempo, qual è il nostro, in cui ogni grammatica di sfalda, svapora, e con essa l’idea del limite, costantemente censurata e rinviata in nome di una cultura dell’illimitato, declinata a ogni livello, la riflessione sulle radici occidentali del pensiero del limite appare quanto mai essenziale.

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